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“Campobasso, una città ostaggio di un’ammucchiata”

  • redazione informamolise
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

In qualità di Circolo di Sinistra italiana di Campobasso, riteniamo giunto il momento di essere chiari: Campobasso è una città senza guida, senza una maggioranza stabile, appesa ai voti variabili, senza futuro.



È sotto gli occhi di tutti: a Campobasso la sindaca Forte non governa come una semplice “anatra zoppa”, ma come un’anatra senza gambe per camminare. Eppure, come nella teoria del coleottero che, secondo la scienza, non potrebbe volare ma vola lo stesso, anche questa amministrazione, al di fuori delle regole di buonsenso e della morale politica, continua a restare in piedi.


Si è consolidato un paradosso politico: un’opposizione in maggioranza che vota la maggioranza (minoranza), invocando una non meglio precisata “responsabilità” nei

confronti della città. Quando ci sono le poltrone in gioco, etica pubblica e reputazione

diventano secondarie. Ma ripercorriamo i fatti.


Nel giugno 2024, Campobasso ha vissuto una delle stagioni politiche più ambigue della sua storia recente. Al primo turno delle comunali, Aldo De Benedittis (centro-destra) ha sfiorato la vittoria, al secondo posto Marialuisa Forte, sostenuta dal centro-sinistra, e al terzo posto il Cantiere Civico (non civico) di Pino Ruta.


In vista del ballottaggio è stato siglato un patto politico-programmatico tra Forte e Pino Ruta: tre assessorati strategici in cambio dell’appoggio. Tutto formalmente lineare, ma con il tanfo inconfondibile del baratto elettorale. Non un’alleanza su idee, ma un accordo di potere. Una città si governa con progetti, non con poltrone che ci costano oltre 1.000.000 euro all’anno.


Sinistra italiana non ha firmato quell’accordo: mancavano basi comuni e una visione

condivisa, l’abbiamo detto, ripetuto e lo ricorderemo sempre. Abbiamo detto NO ad una ammucchiata utile solo a vincere il ballottaggio, ma incapace di governare. Dopo la “vittoria”, le crepe sono emerse subito. Per provare a diventare maggioranza, il centrosinistra, e chi lo manovra occultamente, non ha avuto alcuna remora a votare Giovanni Varra (primo degli eletti di Fratelli d’Italia) alla carica di presidente del Consiglio Comunale (alla faccia dell’etica politica).


Il detonatore finale è stata la presidenza della SEA incarico rivendicato dal Cantiere Civico ma assegnato al segretario regionale dei Verdi. Il Cantiere Civico esce dalla maggioranza determinando la fine della “maggioranza politica”. Da quel momento l’instabilità è diventata patologica: rimpasti, cambi di idee e di casacca. Emblematico è il caso dei consiglieri Fraracci e Marcheggiani, eletti con il Cantiere Civico, che dopo un periodo di dimissioni sono rientrati in Giunta.


Noi di Sinistra italiana non ci stupiamo. Non abbiamo mai sostenuto questa “nuova” alleanza. Abbiamo detto no in passato e lo ribadiamo oggi. Ultimo esempio? L’approvazione del rendiconto di gestione 2025, che ha evitato il commissariamento grazie al voto di una maggioranza ammucchiata. Nel frattempo, il centro- destra che invoca la dignità politica, non lascia mai una poltrona senza garanzie.


E ancora due giorni fa. Il Consiglio comunale di Campobasso ha approvato la mozione

presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per l’installazione di una “Culla per la Vita” sul territorio cittadino. Un provvedimento che ha acceso il dibattito politico in aula non solo per il tema affrontato, ma anche per il voto contrario espresso dal sindaco.


La proposta, depositata dalla consigliera comunale Stefania Di Claudio, è passata con 11 voti favorevoli e 8 contrari. Tra i voti contrari figurano proprio quelli del primo cittadino, dei consiglieri del Partito Democratico presenti in aula, di Italia Viva e di AVS.


Campobasso ha una sindaca che resta in carica senza reale autorità mentre la città avrebbe bisogno di chi abbia una idea “forte”, di una visione di città in grado di scongiurare il declino irreversibile verso il quale si è avviata, di chi pensa al futuro della città e non a quello personale. Non è utile alla città unire pezzi di ceto politico senza identità e direzione politica.


Noi non ci stiamo! Che resti a “futura memoria”, come diceva Sciascia.


Circolo di Sinistra italiana Campobasso

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