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Campobasso ad Assisi nel segno di San Francesco, Patrono d’Italia

redazione informamolise
6 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

La Città di Campobasso ha partecipato ad Assisi alle celebrazioni dedicate a San Francesco, nel cuore delle iniziative per l’VIII Centenario della morte del Santo Patrono d’Italia.




La delegazione istituzionale, guidata dalla sindaca Marialuisa Forte e accompagnata dal Gonfalone della città, ha preso parte agli appuntamenti religiosi e istituzionali che hanno animato le giornate del 3 e del 4 ottobre, insieme ai rappresentanti delle istituzioni provenienti da tutta Italia. Presente anche la Regione Molise, rappresentata dall’assessore Gianluca Cefaratti.


Le celebrazioni si sono aperte il 3 ottobre presso la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, con la Solenne Commemorazione del Transito di San Francesco. Un momento di intensa spiritualità che ha visto sfilare il tradizionale corteo dei Gonfaloni e delle delegazioni istituzionali, nel segno della memoria del Santo e del suo messaggio universale di pace, fraternità e vicinanza agli ultimi.La giornata del 4 ottobre si è invece aperta nella storica Sala della Conciliazione di Assisi, luogo simbolo nel quale furono sottoscritti i Patti Lateranensi nella loro prima formulazione. Qui la sindaca di Campobasso è stata accolta dal sindaco di Assisi e dalla presidente della Regione Umbria in un clima di profonda condivisione istituzionale. Particolarmente significativa la firma del Libro d’Onore della Città di Assisi da parte delle delegazioni presenti, accanto alle firme che custodiscono la memoria di personalità che hanno segnato la storia civile e religiosa del nostro Paese, tra cui Madre Teresa di Calcutta.



Successivamente il corteo dei Gonfaloni ha attraversato le vie della città fino alla Basilica Superiore di San Francesco, dove si sono svolte le celebrazioni solenni della Festa del Patrono d’Italia, officiate dal Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Un momento intenso e corale che ha richiamato tutti al messaggio francescano di fraternità, solidarietà, cura del creato e costruzione della pace. Parole particolarmente attuali in un tempo segnato da conflitti, divisioni e crescenti disuguaglianze.Nella sua omelia, il Cardinale Zuppi ha ricordato come il "Laudato si'" di Francesco sia un invito a custodire sempre la speranza, anche nelle difficoltà, riscoprendo l’essenziale e quella semplicità capace di rendere autentici i rapporti tra le persone. Un forte richiamo è stato rivolto anche al rifiuto della guerra, definita una follia che non può essere considerata un destino inevitabile, e alla necessità di costruire percorsi concreti di dialogo e convivenza.Le celebrazioni si sono concluse con l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato con forza l’attualità dell’insegnamento di San Francesco, descrivendolo come una figura mite ma tutt’altro che accomodante, capace di testimoniare una fede autentica senza mai confonderla con la remissività.


Il Capo dello Stato ha sottolineato come i valori della pace, della fraternità e del rispetto per tutte le creature rappresentino ancora oggi un riferimento fondamentale per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dalle guerre che continuano a insanguinare il mondo alle conseguenze dell’inquinamento e del riscaldamento globale.Richiamando alcuni degli episodi più significativi della vita del Santo, il Presidente ha ricordato il lupo di Gubbio, che Francesco scelse di ammansire e non di abbattere, quale esempio di una relazione fondata sul dialogo e non sulla sopraffazione. Ha inoltre evocato il celebre incontro con il lebbroso, nel quale il gesto del bacio si trasformò in un segno di amore autentico e universale, capace di abbattere ogni barriera tra chi cura e chi è curato, tra chi è forte e chi è fragile.Mattarella ha quindi ribadito come Francesco abbia sempre rifiutato ogni giustificazione della violenza in nome della religione, ricordando che non può esistere alcuna fede autentica che conduca a uccidere altri uomini nel nome di Dio. Un messaggio di straordinaria forza e attualità in un tempo ancora attraversato da guerre insensate e crudeli.Il Presidente ha infine richiamato l’eredità spirituale e culturale lasciata da San Francesco e Santa Chiara, una testimonianza che nei secoli ha continuato a moltiplicarsi nella vita delle comunità, nell’arte, nella cultura e nell’impegno civile. Da Assisi, ha ricordato, continua a levarsi la luce del "sole" di Francesco, capace ancora oggi di indicare la strada della pace, del dialogo e della serena convivenza tra i popoli.


La partecipazione di Campobasso a queste celebrazioni testimonia il profondo legame della comunità con i valori che San Francesco continua a consegnare all’Italia e alle nuove generazioni. Nell’anno in cui il 4 ottobre è tornato a essere Festa Nazionale, la sua memoria rappresenta un’occasione importante per rinnovare l’impegno verso una società più giusta, inclusiva e attenta alla dignità di ogni persona, senza dimenticare le comunità e le aree interne che chiedono attenzione, presenza e opportunità.Un messaggio che la Città di Campobasso raccoglie e fa proprio, nella consapevolezza che la pace, la solidarietà, la cura del creato e il rispetto della dignità umana continuano a rappresentare la bussola per costruire comunità più coese, inclusive e capaci di guardare al futuro.

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