Boccardo Uilp: la salute non si può curare con la calcolatrice e con i tagli
- redazione informamolise
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La salute non si può curare con la calcolatrice e i tagli, perché dietro ogni freddo indicatore del Piano Operativo Sanitario ci sono persone in carne ed ossa, in particolare anziani che sono i maggiori fruitori del servizio sanitario pubblico con redditi bassi e sotto la media nazionale, che oggi lottano per il diritto fondamentale alla salute. Cogliamo comunque positivamente che nel POS sono stati estesi gli screening oncologici fino a 70 anni, una battaglia della UILP su tutto il territorio nazionale che in Molise ha trovato accoglimento e sensibilità.

“Esiste un dato che colpisce con estrema durezza e racconta una disuguaglianza ormai insostenibile: essere anziani poveri oggi significa, tragicamente, vivere meno, rinunciare alla prevenzione o a curarsi. Le statistiche confermano che la povertà sottrae anni di vita ed è per questo che le scelte politiche non possono più limitarsi a una gestione tecnica, ma devono trasformarsi in una vera e propria sfida di architettura sociale di protezione-La sfida che la UIL Pensionati pone sul tavolo è chiara: “la politica deve individuare strumenti capaci di finanziare progetti di vita personalizzati, unendo finalmente le risorse sanitarie e quelle sociali per permettere all'anziano di restare dignitosamente a casa propria. Ci troviamo in un momento di svolta cruciale in cui le risorse del PNRR sono state impegnate e la riforma della non autosufficienza è entrata nella sua fase operativa, ma lo ha fatto portando con sé troppe ombre. Nonostante il principio di universalità resti il pilastro del nostro Servizio Sanitario Nazionale, la condizione economica dell’anziano è diventata una determinante di salute discriminante che non possiamo più accettare”.
L’accesso alle cure rappresenta l’area in cui questa frattura sociale è più visibile e violenta. Le liste d’attesa interminabili spingono inevitabilmente chi ha disponibilità economica verso il privato, mentre chi non ha risorse è costretto a rinunciare alle cure o ad aspettare mesi per un esame, arrivando spesso a diagnosi tardive che aggravano irrimediabilmente la prognosi. A questo si aggiunge la fragilità dell’assistenza territoriale che, nonostante i progetti per Case e Ospedali di Comunità, resta frammentata.
L'assistenza domiciliare, pur in crescita, si limita spesso a interventi troppo brevi che non garantiscono quella presa in carico globale di cui un anziano povero, impossibilitato a permettersi una badante, avrebbe vitale bisogno.Proprio per rispondere a questa emergenza, la UIL Pensionati lancerà una proposta coraggiosa durante il congresso regionale del prossimo 12 marzo, alla presenza dei vertici nazionali del sindacato.
L'obiettivo, è chiedere alla politica una "priorità sociale": “se un anziano a basso reddito, non può ricorrere al privato, il sistema pubblico deve garantirgli un accesso rapido, una corsia preferenziale, un sistema di fast-track basato non solo sulla gravità clinica, ma sulla vulnerabilità socio-economica del paziente”.Il congresso sarà anche l'occasione per affrontare il dramma del "paziente sospeso", generato dall'atavica mancanza di connessione tra ospedale e domicilio. Le dimissioni difficili e ricoveri frequenti, colpiscono soprattutto gli anziani con meno risorse, che spesso vivono in solitudine o in abitazioni non idonee. Senza una rete di continuità assistenziale forte, queste persone sono condannate a ricoveri frequenti che il sistema fatica a gestire in modo strutturato. Di questo e delle soluzioni necessarie per rimettere al centro la dignità della persona si discuterà approfonditamente il 12 marzo a Campobasso.