Azzardo, cifre da capogiro nei piccoli comuni
L’azzardo in Italia è cresciuto del 72% in dieci anni, se si va avanti cosi tra il 2028 e il 2029 si supererà la cifra dei 200 miliardi di euro giocati, mentre esplodono gli utili delle grandi multinazionali che governano il settore, si riducono le entrate da tassazione, questo è il quadro di un fenomeno enorme e dilagante, che non conosce crisi e a cui non si intende porre un argine.

Il fenomeno è più sviluppato nei centri tra 2 mila e 10 mila abitanti, nel 40% dei piccoli comuni, nei quali vive quasi un quarto della popolazione, risultano 34,7 miliardi di euro giocati nel 2025, tra fisico e online, sui 165,34 miliardi complessivi. 4,6 i miliardi di euro di perdite sui 21,9 miliardi totali: un record del nostro Paese in Europa.
Nei piccoli comuni l’azzardo che passa su smartphone e pc rappresenta nel 2025 il 63,3% di quello totale, mentre a livello nazionale ci si ferma al 61% mentre nel 2019 era al 33%.
Mentre giocate e vincite sono allineate al 21,7%, le perdite salgono al 23,5%, ma è quando si entra dentro i singoli territori che emergono i numeri più preoccupanti; sono 113 i piccoli comuni dove la media di quanto giocato pro capite in azzardo da remoto è più che doppia di quella nazionale.
Il primo posto, in tutte le classifiche nazionali- e europee o addirittura mondiali, spetta al record di Baia e Latina un comune casertano dove nel 2025 sono stati giocati online quasi 150 milioni di euro corrispondente a quasi 103 mila euro per ogni residente giorno ogni cittadino di Baia e Latina tra 18 e 74 anni ha investito 282 euro in azzardo online.
Tra i valori più elevati ci sono Polaveno, in provincia di Brescia, con 22.955 euro pro capite, Francavilla in Sinni (Potenza), con 21.928 euro, Nociglia (Lecce), con 11.854 euro, e Mairano (Brescia), con 11.430 euro.
Nel 2025 nella fascia 18-74 anni ogni italiano ha scommesso nel gambling online 2.365 euro, una cifra che scende a 2.066 euro nei soli piccoli comuni.
Tra i 113 piccoli centri con valori record ci sono 8 comuni lombardi, 4 veneti, 4 piemontesi, 3 emiliano-romagnoli, 2 friulani e 1 altoatesino, mentre al Sud, Campania con 23 comuni nella fascia più critica (oltre 3.300 euro pro capite di gioco online), Basilicata e Calabria con valori superiori ai 3.100 euro, Sicilia, Puglia e Molise superano i 3 mila euro.
Numeri di questa portata Impongono domande sull’origine e sulla provenienza di questi flussi finanziari, sui soggetti che li generano e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrano in territori così piccoli,
Questi dati andrebbero verificati, seguendo il denaro poichè non si dispone di un quadro completo e facilmente accessibile dei volumi fisici e online disaggregati comune per comune, quando emergono numeri anomali, diventa urgente conoscere, verificare e incrociare i dati.
Occorrerebbe;
· la fine immediata dell’oscuramento informativo,
· la pubblicazione integrale e disaggregata dei dati di azzardo fisico e online per ogni comune,
· indagini sistematiche sulla provenienza dei capitali immessi nel gioco online,
· limitazioni significative all’offerta di azzardo
· il rispetto rigoroso dei divieti già esistenti,
· il riconoscimento agli enti locali di reali poteri di regolazione sul proprio territorio.
Alfredo Magnifico



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