PNRR, Federico (M5S): medicina di prossimità fondamentale per accesso alle prestazioni sanitarie

“La pandemia ha messo in evidenza il valore del nostro Servizio sanitario nazionale e la natura universale della sanità intesa come bene pubblico fondamentale. Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo l’occasione di potenziarla e ridisegnarla, per mettere fine a quelle differenze regionali che acuiscono le disparità d’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie”.


Così Antonio Federico, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Affari sociali e Sanità della Camera, intervenuto a Montecitorio a seguito delle comunicazioni del presidente Mario Draghi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Nel nostro Paese – aggiunge Federico – ci sono 21 sistemi sanitari differenti, con disomogeneità dovute ai tagli indiscriminati perpetrati negli anni, ma anche alla competenza sanitaria in capo alle Regioni in termini di spesa, organizzazione, gestione ed erogazione dei servizi.


Recuperare questo gap non significa solo assegnare maggiori risorse alle regioni del Sud, ma anche metterle in condizioni di spenderle al meglio, indicando loro obiettivi da raggiungere e mettendogli a disposizione personale altamente specializzato in progettazione dei fondi europei che possa affiancare e sostenere le varie ramificazioni istituzionali territoriali, penso agli enti locali ma anche ad aziende pubbliche a consorzi, che dovranno dare attuazione al Pnrr. È un passaggio importante perché se non riparte il Sud, non riparte l’Italia tutta.


Altro gap da recuperare – prosegue il deputato M5S – è quello che riguarda le aree interne e periferiche del nostro Paese, laddove gli aspetti demografici e l’orografia del territorio, con forte dispersione della popolazione residente su territori più o meno vasti, rende necessario un approccio sicuramente differente. Ed è proprio in questo senso che dovrà svilupparsi tutta la “missione salute” del PNRR: l’integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali.


Rilanciare la medicina di prossimità è quindi un obiettivo non più procrastinabile per garantire valori omogenei tra le regioni nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza e per definire in maniera chiara i Livelli Essenziali delle Prestazioni. E in questa direzione il Pnrr prevede per la Sanità 20 miliardi di euro da investire soprattutto in servizi sanitari di prossimità, case della comunità, assistenza domiciliare, telemedicina e cure intermedie.


La risposta del Servizio sanitario nazionale all’emergenza è stata eccezionale ed è ora nostro compito cogliere questa occasione per ridisegnare la sanità futura del nostro Paese.


Non saranno mai sufficienti le occasioni per ringraziare i tanti medici, infermieri gli operatori sanitari e socio-sanitari che hanno combattuto oltre ogni possibilità riuscendo a salvare la vita a tantissime persone, tenendo in piedi i servizi sanitari essenziali per continuare a garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini. Oggi quello stesso personale è chiamato a un’altra straordinaria operazione, quella di una campagna vaccinale senza precedenti e priorità è fare in modo che il vaccino sia accessibile a tutti, garantendo una distribuzione più equa possibile tra Regioni e tra Stati.


Abbiamo una grande responsabilità nei confronti del nostro Paese e soprattutto nei confronti delle future generazioni ma il Pnrr è soprattutto un’occasione da cogliere”, conclude Antonio Federico.

Commenti Facebook