Lommano: rinviare il Referendum sul Taglio dei parlamentari è segno di unità nazionale

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“Rinviare il Referendum programmato per il prossimo 29 marzo sul taglio dei parlamentari è un grande segnale di unità nazionale e  pertanto, considerato che spetti al governo prendere questa decisione, perché è il governo che è informato ed ha il termometro della condizione di salute dei cittadini italiani, noi del Comitato nazionale per il SI chiediamo che lo stesso Referendum che taglia ben 345 parlamentari venga rinviato non essendoci, allo stato attuale, le condizioni ottimali di dialettica politica e di libera circolazione sul territorio nazionale.

 In Italia, oggi ci sono ben altri problemi e tutti serissimi da affrontare che coinvolgono tutto il Paese, da Sud a Nord nessuno escluso e quindi, per la delicatezza del momento a cominciare dal coronavirus e dalla gravissima crisi economica che sta attraversando la nostra Patria, riteniamo opportuno e necessario che si sposti il voto del Referendum costituzionale ad altra data, perché oggi più che mai abbiamo bisogna di stare uniti, di combattere insieme per debellare la gravissima situazione che incombe su tutta l’Italia”. E’ quanto dichiarato da Lorenzo Lommano presidente del Comitato nazionale per il SI.

Solo dopo il superamento di questa terribile  crisi, ha continuato Lommano, troveremo il modo e gli strumenti per spiegare ai cittadini del perché se gli italiani voteranno SI al referendum costituzionale del prossimo 29 marzo, significherà innanzitutto aprire le porte del parlamento italiano ai cittadini, significherà innanzitutto riavvicinare i cittadini alla politica per renderli partecipi e per rafforzare i valori della democrazia. Sapremo spiegare bene, ha ancora detto Lommano, cosa significa eliminare ben 345 parlamentari per mandarli a casa a lavorare o a trovarsene uno, di lavoro, se non ce l’hanno.

Bisognerà votare SI, ha concluso Lommano, perché  con la riduzione dei parlamentari da 945 a 600, in Italia si potrà finalmente  combattere ad armi pari tra la casta delle lobby e i cittadini. Per adesso rinviamo il voto. 

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