La cassa integrazione in Molise stenta ad arrivare, la Regione si avvalga della Molise Dati per smaltire le pratiche in giacenza

In tempi di Coronavirus e conseguente quarantena, il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato molto consistente. Ed ovviamente non ha fatto eccezione il Molise, dove le domande di accesso alla cassa integrazione in deroga sono stimate nell’ordine di diecimila.

Sul punto l’intervento di Gianni D’Uva, rappresentante locale della Confederazione dirigenti CIDA, che ha avanzato una proposta efficace per far fronte ai rallentamenti nell’erogazione della CIGD, dovuti anche ai ritardi nella trasmissione delle pratiche all’Inps, nonostante l’abnegazione dell’unico funzionario regionale adibito alla gestione delle pratiche presentate.

“Come ed anche più che nel resto d’Italia, la cassa integrazione in Molise stenta ad arrivare, con la conseguenza che migliaia di famiglie sono senza reddito da 2 mesi. La Regione – questa la proposta che D’Uva fa – potrebbe avvalersi della Molise Dati per smaltire le pratiche in giacenza”.

Nello specifico, i dipendenti della società regionale potrebbero essere attivati per l’espletamento delle procedure di trasmissione all’Inps dei decreti adottati dalla Regione per la Cig in deroga.

È ragionevole – conclude D’Uva non senza lesinare attacchi alla Giunta guidata da Donato Toma – che la Molise Dati possa mettere a disposizione diversi dipendenti, ma evidentemente al governatore servirsi della società non fa piacere, come se la Molise Dati fosse figlia di un dio minore”.

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