Formazione ed ascolto per sostenere le fasce più deboli della popolazione: firmato il protocollo di Intesa tra Autonomie locali italiane e Casa dei Diritti

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Essere vicini alle fasce più deboli della popolazione per contrastare fenomeni come il disagio sociale, la povertà anche educativa, le perdite economiche e la violenza alla luce della grave emergenza sanitaria e sociale che sta interessando l’Italia. 


E’ questo l’obiettivo alla base del protocollo di intesa che è stato firmato tra Ali, Autonomie Locali Italiane e Casa dei Diritti, insieme per unire le forze e mettere in rete Comuni e mondo del volontariato e del privato sociale per fornire supporto alle categorie in difficoltà, accrescere la consapevolezza dei propri diritti e sensibilizzare le istituzioni su alcune tematiche che diventano sempre più importanti in un momento nel quale il Belpaese sta affrontando la più grave emergenza economico-sanitaria-sociale che la storia contemporanea ricordi. 

“Vogliamo creare una rete informativa tramite l’istituzione di infopoint dedicati e di un numero verde attivato in partnership con Konsumer Italia ETS, per aiutare le famiglie in difficoltà – ha affermato Laura Venittelli, presidente dell’associazione Casa dei Diritti – inoltre un comitato scientifico ad hoc, composto da docenti universitari, presidenti dell’Ordine dei commercialisti, esponenti delle forze dell’ordine, potrà garantire un opportuno sostegno per ogni necessità. Non sono da sottovalutare, poi, le problematiche collegate a fenomeni quali la ludopatia, che richiedono un aiuto mirato”, ha concluso Laura Venittelli. 


Si tratta di un protocollo di intesa importante che affianca le altre attività che quotidianamente porta avanti l’associazione Casa dei Diritti nata per dare voce e sostegno a chi si trova ad affrontare situazioni di difficoltà e non vede tutelati i propri diritti


Lo slogan “Le parole muoiono se non vengono ascoltate”, che è da sempre alla base del lavoro che porta avanti la Casa dei Diritti, si concretizza in questo nuovo protocollo di intesa. “Ritengo che sia di fondamentale importanza fornire ai cittadini, attraverso le amministrazioni locali, gli strumenti informativi utili a far maturare la consapevolezza dei propri diritti e delle possibilità previste dalla legge per ottenere il supporto necessario ad affrontare alcune difficoltà che siano di carattere economico, psicologico e sociale – ha commentato Valerio Lucciarini De Vincenzi, direttore generale di ALI – mettiamo a disposizione dei cittadini, grazie alla collaborazione con l’associazione Casa dei Diritti, una rete di professionisti volontari, tra cui avvocati, psicologi, commercialisti che possano fornire loro consulenza e assistenza. L’obiettivo è anche quello di evitare che coloro che stanno vivendo una situazione di disagio possano diventare vittime di speculatori”. 

“In questo momento così complesso – ha fatto eco Raffaella Grisafi, vice presidente di Konsumer Italia – le vulnerabilità dei consumatori sono aumentate e in molti contesti la distanza delle Istituzioni appare incolmabile. Per Konsumer Italia riuscire a fare rete con le amministrazioni locali e condividere un progetto comune di risposta e assistenza ai bisogni dei cittadini è essenziale perché non solo permette di fornire risposte ai consumatori, ma consente un processo di riavvicinamento all’interno della società che non deve mancare in un’ottica di ripartenza del sistema paese” .


Tra obiettivi dell’accordo sottoscritto dalle due associazioni rientrano una serie di percorsi di formazione rivolti ai volontari finalizzati a rafforzare le attività di ascolto, di accoglienza, di orientamento ai servizi, attività di consulenza e assistenza legale, psicologica e sociale e accompagnare le diverse situazioni di disagio. E ancora diffondere tra le amministrazioni comunali, i centri antiviolenza, i centri giovanili le linee guida per il contrasto alla violenza maschile contro le donne e di prevenzione e contrasto alla violenza sui bambini e, in questo momento di grave crisi economica, le misure utili per la ripartenza di famiglia e piccole imprese. 
Perché “le parole muoiono se non vengono ascoltate”.   

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