Buon Ferragosto, Boccardo (UIL): ripartire subito dopo

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Buon Ferragosto a tutti coloro che oggi non lo festeggiano, ma sono impegnati a rendere normale la nostra vita: a chi ha stampato e distribuito i giornali e a chi sta in televisione; a chi ha fatto trovare il pane sulle nostre tavole e tutte le altre delizie alimentari che il nostro territorio ci offre; a chi veglia perché la rete elettrica funzioni e quella telefonica, di cui non sappiamo più fare a meno, anche; a chi guida i pochi autobus in circolazione e i treni (ma ci sono ancora i treni, dalle nostre parti?); anche ad un bel po’ di lavoratori del commercio che almeno mezza giornata la lavorano, preoccupati come sono i commercianti ed i grandi centri commerciali di perdere, diversamente, chissà che entrate.

Buon Ferragosto lavorativo anche a tutti coloro che sono pronti a tirarci fuori dai guai, se mai dovesse servire: operatori sanitari dei pronto soccorso e tutto il personale ai più diversi titoli impegnato nella sanità e nell’assistenza alle persone che, quelle si, non possono essere messe da parte per passare 24 ore al mare; agli agenti delle forze dell’ordine, sulle strade o a presidiare i luoghi della democrazia e della partecipazione, ai vigili del fuoco (un po’ meglio, pare, quest’anno gli incendi…), ai lavoratori della protezione civile.

Buon Ferragosto a quanti stanno vacanzando sulle nostre spiagge o sui monti o in campagna. Chissà che questo anno di ferie obbligate non troppo lontano da casa non ci convinca che anche da noi il turismo, ed un turismo di qualità, è possibile: fra centri archeologici e borghi, fra natura ben conservata e agriturismi che ne sono spuntati un po’ ovunque, tra il mare che ci viene invidiato e la montagna, che volendo ha una almeno doppia stagione turistica, tra la gastronomia della nostra tradizione e le nuove usanze dell’aperitivo a qualsiasi ora. E dietro questa macchina dell’accoglienza (moltissimi i molisani tornati con l’occasione dall’estero o dagli altri angoli dello stivale: ben rivisti!), anche qui, il lavoro dei molti camerieri, cuochi, bagnini, baristi, ma anche albergatori, imprenditori turistici, ristoratori. Per tutti costoro una giornata di lavoro come le altre, ma impegnativa più delle altre perché lavorare quando tutti cercano il modo di divertirsi e rilassarsi … può essere dura. Noi ci auguriamo solo che sia lavoro regolare, sicuro, remunerato il giusto, che non sparisca con il finire dell’estate.

Buon Ferragosto, infatti, per chi un lavoro ce l’ha ed è pronto a riprenderlo appena passata qualche giornata di ferie: per gli insegnanti ed il personale della scuola e dell’università che dovranno farsi carico di una ripartenza dell’intero percorso educativo e formativo in totale sicurezza; per i dipendenti della grande casa automobilistica che da qui dovrebbe far passare un bel pezzo della nuova serie di veicoli; per i lavoratori dell’edilizia per i quali se solo si aprisse qualche prospettiva della quattro corsie di attraversamento est-ovest, se solo gli incentivi per il risanamento abitativo, se solo si mettesse mano alla rete delle infrastrutture, se se se, come sono stanchi di sentirsi dire da anni; per i dipendenti di tutte le pubbliche amministrazioni, come sempre in prima linea per servire questa comunità e per prendersi le brontolate dei cittadini, spesso motivate ma che ad altri andrebbero indirizzate; per le lavoratrici ed i lavoratori della campagna e della trasformazione agroalimentare, veri protagonisti dei successi del made in Italy; per coloro che lavorano nella chimica e nella farmaceutica, nell’energia e nel diffuso manifatturiero metalmeccanico o del legno, in grandi aziende o nel diffuso artigianato che, proprio in questa stagione di epidemia, ha imparato la strada della bilateralità come realizzazione dei diritti del lavoro. Senza dimenticare i lavoratori del credito e quelli del sistema postale, gli operatori della ricerca, della cultura e dello spettacolo, dei trasporti e delle pulizie, della vigilanza e dei servizi appaltati. E senza dimenticare proprio i nostri nonni e nonne, coloro che per una vita hanno lavorato ed oggi sono la solidarietà fra le generazioni ed il motore degli affetti: per tutti, per i figli ormai grandi, per i nipoti cresciuti che scappano lontano e per i nipoti non ancora cresciuti da tenere per mano.

Meglio il Ferragosto di chi un lavoro, purché sia, ce l’ha, che quello dei tanti che un lavoro ad attenderli non ce l’hanno. Oggi è sì il giorno dell’Assunzione, ma quella di Maria. Per troppi molisani l’assunzione, un lavoro minimamente stabile e sicuro, su cui programmare uno scorcio di vita, è un miraggio. Buon Ferragosto, allora, anche a chi tira avanti da troppo tempo con la cassa integrazione e a chi ha da tanto tempo finito anche la cassa integrazione. A chi ha un contratto a termine e la stabilizzazione gli è stata solo promessa, a chi da precario prova a trovare un posto di lavoro per altri precari. Non si può vivere, nemmeno nella piccola comunità molisana, solo di reddito di cittadinanza, di solidarietà familiare, senza una prospettiva, che sia una, di trovare un impiego grazie al quale passare nella categoria dei cittadini che concorrono alla crescita economica e sociale, appunto, della propria comunità.

I mesi che abbiamo alle spalle, con il virus che ci ha insegnato a mantenerci distanti ma a sentirci, al contempo, più uniti, hanno fatto riscoprire a tutti noi il senso di essere una comunità. Certo, noi Sindacato lo andiamo dicendo da tempo: una comunità più unita e più forte nei suoi valori sarebbe meglio, una comunità meglio guidata e rappresentata ci darebbe una qualche autorevolezza in più ai tavoli nazionali e là dove si decidono investimenti e iniziative di rafforzamento dell’economia territoriale. Una comunità che riconoscesse le differenze ma sapesse mettere a fattor comune le capacità di questa o quella forza sociale, il protagonismo di questa o quella associazione di volontariato. Una comunità che si basasse sul dialogo e sul confronto. E qui mi fermo, perché è pur sempre Ferragosto.

Questo mi viene da pensare, per la mia Comunità molisana, la vigilia del Ferragosto 2020. Comunità incerta come è incerta la ripresa di settembre, timorosa che il morbo ricominci  a far danni (anche da noi, dove ce la siamo scampata bella). Ma anche decisa – come la vorrei –  a cogliere ogni opportunità delle tante che si presentano, fra fondi europei straordinari e straordinari interventi a sostegno dell’economia e dell’occupazione. Determinata a buttarsi alle spalle le polemiche e le piccole dispute da cortile, per disegnare, questa volta davvero, un futuro migliore.

Appena passato Ferragosto.

Tecla Boccardo

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