Azione Molise/ Ad inizio del nuovo anno ed in vista del Recovery Fund c’è necessità di iniziare una progettualità di rilancio del territorio molisano

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“Il Comitato promotore regionale di Azione prova a tracciare un breve quadro della situazione in regione, proponendosi di offrire proposte, soluzioni ed idee per far fronte alle criticità evidenziate.”

La politica, nata come unione di cittadini verso un bene comune, si è invece orientata nel tempo verso interessi individualistici e particolaristici facendo del trasversalismo un elemento preponderante. Tutto ciò ha generato nuove forme di appartenenza, fenomeni di aggregazioni fluidi basati sul localismo, vedi i vari forum,comitati o movimenti che rifiutano l’apparato di governo  politico.

E’ necessario invece invertire la rotta ed assumersi le responsabilità politiche di idee, scelte e azioni programmatiche che possano migliorare la situazione, per certi versi drammatica, anche nella nostra regione; per fare questo bisogna analizzare le problematiche esistenti, nei vari settori socio economici del Molise. 

Per questo il Comitato promotore regionale di Azione nei prossimi mesi proverà a tracciare un breve quadro della situazione in regione, proponendosi di offrireiniziali proposte, soluzioni ed idee per far fronte alle criticità evidenziate.

Agricoltura e Territorio

Appare evidente a tutti che sono troppi i terreni abbandonati in Molise con conseguenze gravi anche in merito a frane e smottamenti che rendono critica la situazione di tutela ambientale ed il contrasto al dissesto idrogeologico.  Occorre un rilancio dell’agricoltura attraverso il recupero di terre coltivabili che ha permesso ad alcuni comuni virtuosi italiani di trasformarsi in realtà imprenditoriale garantendo occupazione ad una intera collettività. Ricordiamo che il 92% dei prodotti tipici nazionali nascono nei comuni sotto i 5000 abitanti e che un’azione seria di valorizzazione della produzione autoctona potrebbe rilanciare la quasi totalità dei comuni molisani.

Digitalizzazione e Infrastrutture.

In molti comuni molisani, ancora oggi nel 2021, manca una buona connessione e la strada verso la digitalizzazione non è ancora compiuta. Se si vuole rilanciare i piccoli comuni attirando persone per opportunità lavorative in tema di smartworking e di connessione globale, bisogna creare servizi e le condizioni necessarie per essere attrattivi.  Insomma infrastrutture fisiche certamente, come il miglioramento della rete viaria, ma soprattutto infrastrutture digitali. Qualsiasi cittadino europeo sarebbe entusiasta di vivere qualche giorno in un territorio incontaminato ed accogliente ma non rinuncerebbe mai ad essere connesso con il mondo. Da questo punto di vista sarà importante attuare velocemente il documento programmatico dell’Agenda Digitale nella strategia Europa 2020.

Per le infrastrutture fisiche e digitali, come per il rilancio del territorio, sarà necessario attingere a profusione dai fondi europei diretti ed indiretti e rafforzare la capacità di interventi dei comuni, che sono gli enti più vicini ai cittadini.

Cultura e Sociale

Accanto ad un piano di infrastrutture serve poi anche un piano sociale per non far svuotare ulteriormente i nostri borghi, altrimenti anche il turista troverà la solitudine e l’abbandono e non l’esperienza e la saggezza dei nostri anziani depositari delle nostre tradizioni.   Basta guardare i dati impietosi dell’ISTAT, che vede la nostra popolazione ridursi sempre più nel disinteresse totale della politica per comprendere che non si può più attendere oltre.

In tempo di crisi economica e post pandemica l’investimento in capitale umano e culturale è l’unico che può garantire una ripresa a tutta la Regione. Il capitale umano è rappresentato soprattutto dai giovani competenti e formati, ma che invece spesso sono costretti ad emigrare. Continuiamo a sfornare giovani eccellenze che non hanno ancora mai avuto una occasione, nemmeno minima, nel nostro territorio.

Ad esempio molti dei progetti presentati per il Recovery Fund dalla Regione Molise rappresentano qualcosa di già vecchio e superato, altro che nextgeneration;  se queste nuove generazioni neanche sono state ascoltate o prese in considerazione dalla politica locale in fase programmatica, non saranno poi interessate alle solite soluzioni di “contentini a pioggia”.

Natura e Turismo

Spesso si confonde la bellezza dei nostri paesaggi, la geografia del Molise ed il suo patrimonio storico e culturale con quell’attitudine speciale chiamata vocazione turistica che è invece “una qualità attiva che individua un preciso scopo, fa leva su specifiche competenze e si avvale di metodologie di azione coordinate da una visione strategica“.

Insomma ci deve essere una vera cultura turistica da parte dei cittadini, delle istituzioni, dei gestori delle strutture ricettive e di chi esercita attività necessariamente connesse al turismo.

Il turismo deve riguardare un intero territorio, quello molisano, 365 giorni l’anno. Il Molise ha bisogno di un’Agenzia di Promozione Turistica che tutte le altre regioni hanno così come Campobasso e Isernia hanno bisogno di un info point 3.0. 

L’Agenzia in particolare andrebbe a promuovere e promo-commercializzare il prodotto turistico, supportando le best practice che arrivano dai territori e in particolare da quei luoghi che ancora hanno ampi margini di sviluppo e che non fanno ancora parte dei circuiti del turismo nazionale ed internazionale. In questo caso andrebbero sostenute maggiormente le iniziative di bottom up, nate dal basso e non calate dall’alto. Alla fine si sono dimostrate quelle più durature nel tempo.

Sanità e Benessere

Un discorso a parte merita la Sanità del Molise. Negli ultimi decenni non si è mai pensato, ancor meno attuata, ad una giusta programmazione che permettesse al territorio di poter avere i servizi di cui aveva bisogno;  invece si sono preferite cattedrali del deserto che non sono riuscite ad offrire e la giusta  e corretta assistenza sanitaria ai cittadini molisani.  Siamo passati da sette ASL per una regione che allora contavaancora  320.000 abitanti ad un ASREM unica quando di abitanti ora ne contiamo 290.000, tuttavia  i servizi non sono migliorati né in termini quantitativi e ancor meno in termini qualitativi.

Prima di ogni tentativo di riorganizzazione, sarebbe urgente istituire un tavolo politico-tecnico anche con le rappresentanze degli operatori sanitari al fine di tracciare un percorso che possa essere in linea con le esigenze della cittadinanza e del mondo sanitario, garantendo la fruizione dei servizi essenziali ed evitando di programmare la sanità molisana solo in base ad interessi politici.

Il Molise non ha bisogno al momento di infrastrutture iperspecialistiche ma deve tener conto delle esigenze di una popolazione che invecchia (si pensi che le  RSA sono per la quasi totalità affidate a privati) e che necessità di percorsi sanitari che tengano conto delle cronicità e fragilità della realtà molisana.

C’è l’urgenza di abbattere le liste d’attesa trasformando ospedali oramai in disuso in DaySurgery in grado di offrire nel più breve tempo possibile una prestazione chirurgica e qualificata a pazienti selezionati.  Nella nostra regione c’è poi bisogno di unità di lunga degenza da istituire in ospedali come quelli di Venafro, Agnone o Larino che potrebbero assolvere a questo compito, come pure ospitare reparti di riabilitazione, al momento quasi del tutto assenti in regione.

Ovviamente è conseguenziale che c’è bisogno di nuove assunzioni a tempo indeterminato e incentivi accessori per evitare che le domande di lavoro vadano deserte.

Nei prossimi mesi, il Comitato Regionale di Azione, insieme ai gruppi nati sul territorio, e con l’apporto dei responsabili tematici regionali, lavorerà ad una serie di proposte per il rilancio del Molise, oltre ad essere impegnato nella campagna di tesseramento 2021 al partito di Carlo  Calenda e Matteo Richetti.

COMITATO PROMOTORE AZIONE MOLISE

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