Agnone/ Greco replica a Marcovecchio

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Riceviamo e pubblichiamo nota stampa su dichiarazione del portavoce in Consiglio regionale, Andrea Greco, in risposta agli attacchi a mezzo stampa da parte del Sindaco di Agnone, Lorenzo Marcovecchio.

La difesa della verità dalle menzogne è un dovere politico e morale. Mi riferisco agli insensati attacchi del sindaco di Agnone il quale, ogni giorno che passa, ha un’occasione mancata per dimettersi. Ahimè, sono costretto a replicare alle accuse infondate, scriteriate, politicamente ridicole e pretestuose che provengono dal sindaco di Agnone, un amministratore che è evidentemente alla canna del gas di consenso popolare e non trova di meglio da fare che inondare i giornali locali di odio, bugie e false verità politiche nei miei confronti. Sono stato zitto per troppo tempo e dopo il terzo attacco a mezzo stampa, ora basta!

Dopo due anni di nullismo politico amministrativo e mancata progettazione, il primo cittadino di Agnone, invece di contattarmi per cercare di capire cosa di buono si può fare per il territorio, impegna le sue giornate per attaccarmi sui giornali in maniera scomposta e fuori tempo, probabilmente solo per accreditarsi presso il centrodestra regionale sperando che, magari al prossimo giro, i vertici del partito lo vogliano candidare. Getta discredito su di me dicendo che nella scorsa legislatura da portaborse avevo “uno stipendio di 1300 euro al mese”, più di quanto lui prende da sindaco. Poi rincara la dose dicendo che lui rinuncia alla spettanza prevista per la sua carica.

Innanzitutto spieghiamo al sindaco che la figura del portaborse non esiste più. Cosa significa? Che grazie al MoVimento 5 Stelle e alle azioni fatte durante la scorsa legislatura, la figura del portaborse non esiste più. Ma lui, evidentemente, non conosce certe dinamiche nonostante sia giurista prima che amministratore di un Comune.

Io ho lavorato da collaboratore del gruppo consiliare con una qualifica di Consulente giuridico, nulla a che vedere con i portaborse. Ho percepito, per oltre due anni, uno stipendio inferiore alle 800 euro al mese e, solo nell’ultimo periodo, questo stipendio è stato adeguato al lavoro che svolgevo e portato a 1200 euro mensili. Nulla che mi ha arricchito, ma sicuramente una grande opportunità che mi ha permesso di portare tante questioni all’attenzione del Consiglio, di fare esperienza e poi di candidarmi alla carica di Presidente della Regione Molise. Una cosa che, evidentemente, ha scioccato il primo cittadino di Agnone che invece di rallegrarsi per la storica occasione per l’Alto Molise, ha candidato il vice sindaco della città e ha condotto una battaglia elettorale senza precedenti contro di me.

Come se non bastasse, con l’aiuto di una folta schiera di fiancheggiatori politici, ha provato in ogni modo a togliermi voti. Mi dispiace per lui, ma non ci è riuscito. Gli agnonesi lo hanno sonoramente bocciato promuovendo me e il nostro progetto con 2043 voti. Un consenso storico che mi ha riempito, fin da subito, il cuore d’orgoglio e di voglia di lavorare per il Molise e per la mia Agnone. Ed è quello che ho iniziato a fare sin dal primo giorno in Consiglio regionale. Immediatamente ho fatto una visita all’ospedale Caracciolo e lì abbiamo ottenuto importanti risultati per il reparto di dialisi. Ho consegnato un’interrogazione sul polo scolastico di Maiella e stiamo già ragionando su quali possano essere le opere strategiche per portare l’Alto Molise fuori dall’isolamento.

Insomma, io sono onorato della fiducia dei miei concittadini e non dormirò la notte per ricompensare tutto questo affetto. Lui può dire lo stesso? Si può dire che questa amministrazione ha fatto bene?  A mio avviso no. Credo che hanno fallito su tutti i fronti. L’unica cosa che sono riusciti a garantire sono le feste patronali, a cui avrebbero potuto provvedere anche dei semplici comitati.  Assenza quasi totale di progettualità e di visione politica, che è stata evidentemente percepita e, di conseguenza, sonoramente bocciata alle ultime elezioni regionali.

Il fallimento elettorale di tutta l’amministrazione doveva portare alle immediate dimissioni sue e di tutta la giunta. Invece no. Si ostinano a rivendicare risultati che non gli appartengono o che non esistono, come la riapertura dell’ambulatorio di otorino che invece non esiste perché ancora non è possibile prenotare. E quando lo sarà, il merito sarà tutto di Lucio De Bernardo, non certo dell’amministrazione. Parlano di rinuncia dell’indennità, ma a quanto pare l’anno scorso fu fatta la stessa cosa e poi il 22 dicembre, con un Consiglio straordinario, si ripresero tutti gli arretrati. Insomma, rinunciate davvero alle indennità? O le percepite più in là? Questo sarebbe interessante spiegarlo ai cittadini agnonesi.

Alla luce di tutto questo e della impossibilità di interloquire con chi ogni giorno mostra odio nei miei confronti, credo che questa amministrazione debba dimettersi in blocco, prima di far sprofondare Agnone ancor di più nello stato comatoso a cui l’ha condotta. Non risponderò più a provocazioni basse e ridicole. Non ho tempo da perdere e ho tanto da lavorare.”

 

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