Di Clemente: vogliamo strutture sanitarie a gestione pubblica controllata dalle comunità locali

738

La vicenda che ha scosso stamane il Molise, della scoperta delle violenze e degli abusi cui erano sottoposti gli anziani e diversamente abili della clinica privata di Montaquila, non gridano solo giustizia, ma ci pongono di fronte alla tematica di quale assistenza agli anziani, anche dal Molise, deve essere programmata. E’ la privatizzazione della sanità a generare queste mostruose strutture di fatto fuori controllo, che vengono smascherate  solo per la tenacia di quale parente dei pazienti. E chi non ha nessuno ? Ma questi crimini sociali devono prevenirsi: ecco perché da tempo il PCL, anche dal Molise, continua a proporre una riconversione di tutte queste strutture sanitarie, affinché vengano ricondotte ad una gestione pubblica,  di qualità e democraticamente controllata.
Che fine fanno i fondi pubblici più le esose rette ? Il profitto privato  è incompatibile con lo scopo del servizio pubblico sanitario, e degenera sempre nel mercimonio della salute e delle persone, anche  a scapito della qualità e dell’umanità dei trattamenti.  Anche quando non vi sono violenze, spesso vengono imbottiti di farmaci e sedativi e lasciati morire quasi da vegetali. Pertanto ribadiamo la nostra proposta, a partire dal Molise: vogliamo strutture a gestione pubblica controllata dalle comunità locali e dagli utenti, che unitamente alle strutture della Regione, alle ASL ed agli enti locali, pianifichino, con il coinvolgimento democratico del territorio, i servizi agli anziani. Il che significa anche occupazione per servizi utilissimi,di certo molto più della spesa pubblica rapinata dai banchieri sotto forma di miliardi di interessi sul debito pubblico da loro stessi causato.Servizi che non devono limitarsi a questi cupi ricoveri che generano solo depressione, ma che devono arricchirsi con attività di animazione sociale e culturale, riempirsi di vita, a parte le normali assistenze di tipo sanitario e quotidiano di cui l’anziano ha bisogno. Occorre estendere questo livello superiore di assistenza anche sul piano domiciliare.
Occorre garantire, proprio per gli anziani e i diversamente abili la massima qualità ed umanità dei rapporti in una struttura a gestione pubblica libera da intenti speculativi di profitto e delle conseguenze barbarie o mancanza di qualità.Bisogna garantire questa assistenza anche a chi non può permettersi le rette, considerando la capacità reddituale, per evitare l’esclusione che oggi avviene a danno dei ceti più poveri.Ed è anche su queste cose, come il livello di assistenza agli anziani ed ai diversamente abili,  che si misura il livello di civiltà. Molise incluso, ovviamente.

Commenti Facebook