L’Antitrust boccia le chiusure festive delle attività commerciali: anche quelle obbligatorie

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Libertà di impresa o salvaguardia dei diritti dei lavoratori al riposo festivo? L’autorità Antitrust, cioè l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha bocciato la proposta di legge Senaldi perché “viola la concorrenza e pone limiti all’esercizio di attività economiche in contrasto con l’articolo 31 del decreto salva Italia”.Va subito detto che la “proposta di legge” in parola in buona sostanza prevede nuovamente l’attribuzione di poteri in materia di commercio a comuni e regioni, nonché l’obbligo di dodici chiusure annuali dei negozi. Si tratta, in sostanza, di specie di controriforma del “Salva Italia” con il quale l’allora Presidente del Consiglio Monti aveva inteso “liberalizzare il settore del commercio” lasciando a ciascuna impresa la libertà di fare le proprie scelte. Secondo il garante la proposta di “ritorno alle chiusure” pone dei limiti all’esercizio delle attività economiche e, di conseguenza, viola il principio della libera concorrenza cercando di “reintrodurre dei limiti” che, invece, il legislatore nazionale aveva abolito proprio per dare attuazione al “diritto comunitario”.
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