La Cgil Molise e il Patronato Inca nella gestione dell’Emergenza operativi e al fianco di lavoratori, pensionati e cittadini

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La crisi pandemica sanitaria che ha investito l’intero pianeta nel corso del 2020 ha sferrato l’ennesimo duro colpo all’economia globale e ha determinato, all’interno di un tessuto sociale già labile e provato dagli anni della dura recessione economica, l’aumento di disagio e della conseguente richiesta di assistenza rispetto alle misure emergenziali adottate per contrastare vecchie e nuove povertà.


La scelta della CGIL MOLISE e del Patronato INCA è stata quella di restare operativi e al fianco di lavoratori, pensionati e cittadini anche nei momenti più bui del lockdown totale, seppur applicando tutte le misure di sicurezza necessarie per la tutela di lavoratori e utenti.

Alle mobilitazioni, all’impegno delle diverse categorie nello svolgere attività politico / sindacale di consulenza ordinaria si è aggiunto,quindi, quello interpretativo dei numerosi DPCM e quello straordinario di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e di migliaia di firme per la sottoscrizione di cassa integrazione derivante da emergenza COVID 19.


Un ruolo straordinario lo ha svolto sicuramente il Patronato INCA e un ringraziamento particolare va a tutte le operatrici, agli operatori, alle collaboratrici e ai collaboratori dell’intero sistema servizi che, con spirito di abnegazione e con capacità di riadattare il loro lavoro, anche a distanza, sono stati disponibili a volte h24, seguendo le nuove modalità di prestazione utilizzando al meglio anche le risorse telematiche disponibili.

Il prezioso lavoro di coordinamento svolto dai Direttori Provinciali INCA CGIL Leo Tanga (Campobasso) e Nicola Valentino (Isernia), si concretizza con la valutazione dei primi dati composti sotto forma di bilancio sociale : a parlare sono i numeri e le quasi 25mila consulenze prestate raccontano dell’invio di oltre 17.500 domande telematiche tra le due province nell’anno 2020.


Fondamentale è stata anche l’acquisizione di consapevolezza che la chiusura totale o parziale di alcuni sportelli di tanti uffici pubblici potesse determinare uno smarrimento di persone che avevano bisogno, soprattutto in un momento di grossa difficoltà, di attività essenziale di assistenza derivante dai Decreti “Cura Italia” e “Ristori”. Non solo, quindi, attività di previdenza (domande varie e consulenza pensioni) e attività di sostegno al reddito (disoccupazione, maternità etc…) ma anche richieste di bonus, valutazione in materia infortunistica (infortuni COVID) e assistenza per questioni connesse all’emigrazione e all’immigrazione.

Chiaramente tutto il lavoro prestato è stato possibile solo grazie alla collaborazione costante con Enti come INPS e INAIL e con i Comuni con i quali a volte, a onor del vero, sarebbe stato necessario maggiore coordinamento rispetto a decreti a carattere locale emessi senza alcun tipo di coinvolgimento dei soggetti che avrebbero potuto prestare assistenza. In questa direzione confidiamo di poter consolidare, appena le condizioni lo permetteranno, il ruolo di contrattazione territoriale e sociale che è uno degli obiettivi della CGIL del futuro.

Restare al fianco delle persone, soprattutto delle più indigenti, in questo particolare e difficile momento storico ha reso le nostre strutture ancora più orgogliose di prestare la loro opera e il loro lavoro.
Resta l’amarezza di dover constatare che nell’ultimo decennio il fondo nazionale ai patronati, che pure operano in condizione di ristrettezza e esiguità economica, è stato decurtato di oltre 90 milioni e ristorato solo in minima parte da recenti misure Governative nazionali.


Il nostro auspicio, almeno in ambito Molisano, è che venga prestata la dovuta attenzione a questa opera straordinaria soprattutto in un anno particolare e che si dia seguito a quanto stabilito dalla Legge 29 del 2006 in materia di finanziamento del fondo Regionale dedicato ai patronati.

La CGIL tutta resterà chiaramente operativa anche nell’anno in corso per continuare a offrire disponibilità, professionalità e un aiuto concreto a chi si rivolgerà sia in presenza (preferibilmente su appuntamento) che utilizzando i canali telematici, presso le proprie strutture e le proprie sedi.

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