Contratti: 14 milioni in attesa di rinnovo, per 4,5 mln nulla all’orizzonte

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Su 168 contratti privati il 30% sono al palo, il 36% in fase rinnovo e il 34% vigenti, un esercito che sfiora i 14 milioni di lavoratori, in attesa di rinnovo del proprio contratto; la parte più consistente 11 milioni del settore privato.

E se per il 34% dei 168 contratti privati vigenti, che coprono, 4 mln di lavoratori ha ancora la vigenza contrattuale, il 36%, ha iniziato il confronto tra aziende e sindacati che porterà ad un aumento della busta paga, per il 30%, niente è ancora all’orizzonte; oltre 4,5 mln di lavoratori di settori noti e molto meno noti, senza alcuna prospettiva di rinnovo.

A fare da apripista il settore alimentare, il primo che si cimenta con le difficoltà di una vertenza sempre delicata, partita difficile aggravata dalla crisi innescata dall’emergenza Covid che sta depauperando l’economia del Paese e pone le aziende in una posizione difensiva soprattutto sotto il profilo salariale.

Il fronte aziendale è spaccato, Federalimentare non ha firmato il rinnovo, né intende farlo, disconoscendo un aumento in busta paga ai lavoratori di 119 euro lordi al mese sottoscritto da Unionfood , Ancit, e AssoBirra, situazione inedita e difficile da districare, Confindustria giocherà la sua partita con Unionfood chiedendogli formalmente un passo indietro, l’esito è incerto e con possibile frattura e uscita di Unionfood da viale dell’Astronomia.

Ristagna il tavolo dei 100mila lavoratori della sanità privata che da 14 anni attendono un rinnovo di contratto che aggiorni norme e salari.

Tavolo infuocato per i metalmeccanici che al contrario dello scorso rinnovo, quando optarono per interventi di welfare aziendale al posto di aumenti veri e propri in busta paga, oggi tornano a chiedere un incremento salariale classico per tutti i lavoratori di 156 euro al mese al III* livello.

Una proposta bocciata da Federmeccanica fin dall’avvio del negoziato reso complicato non solo dal lungo lockdown che ha congelato la trattativa ma anche dalla crisi economica che ha fortemente irrigidito il fronte industriale,le ultime dichiarazioni di Bonomi dovrebbero il preludio ad una reazione sindacale che dovrebbe dare il via ad un’autunno caldo, mah ci sono oggi le condizioni?? ,io ne sono perplesso, visto il quadro sindacale, che ha visto l’abbandono di campo di una testa pensante come Marco Bentivogli.

Ancora aperto il contratto dei 400.000 lavoratori del comparto tessile per i quali erano stati richiesti 115 euro di aumento medio; i 320.000 del legno arredo (99 euro) e i 130.000 della gomma plastica che hanno chiesto 100 euro lordi al mese in più. Tra i settori che attendono la fine del confronto anche agricoltura,  florovivaismo e fioricoltura, commercio e agenti di commercio, i lavoratori dello spettacolo, la Rai, il trasporto e la logistica, e i marittimi.

Oggi c’è un’aria strana, sembra abbiano sfoderato le voglie Cannibalesche le Iene Ridens, sono oltre quarant’anni che continuo a ripetere che”I lavoratori sono da considerare una risorsa non costi da abbattere, per cui; accrescere il Welfare, curare il tempo libero, avviare una formazione continua che li tenga al passo con i tempi, una giusta retribuzione; in fondo è con il loro lavoro che si è mantenuto in piedi il Paese.

Le imprese, che oggi pensano di soggiogare o schiavizzare la manodopera potranno dire di aver ingabbiato i sindacati ma per loro sarà soltanto un  Harakiri.

Alfredo Magnifico

Segretario Generale

Confintesa Smart

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