“Boom denunce in sanità, 3 su 4 per contagio”

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L’INAIL nel quinto rapporto, dall’inizio dell’epidemia, evidenzia un Boom di denunce per infortuni sul lavoro in sanità e assistenza sociale con l’emergenza coronavirus,  8 denunce per contagio COVID su 10 sono state fatte al Nord.

L’Inail nei dati del primo trimestre 2020 nel settore Ateco ‘Sanità e assistenza sociale’ registra un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +33% su base trimestrale e +102% su base mensile (marzo 2020 vs marzo 2019), passando dai 1.788 del marzo 2019 ai 3.613 del marzo 2020 (tre su quattro riguardano contagio da Covid-19).

Al 15 giugno sono state presentate 49mila denunce di infortunio da contagio coronavirus, in totale quasi 2.000 richieste in più in soli 15 giorni, in queste cifre sono compresi anche 236 casi mortali.

Le più colpite dall’epidemia: il 56,1% nel Nord-Ovest, di cui il 36,0% in Lombardia, il 24,2% nel Nord-Est, il resto dei casi è distribuito tra Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,2%). Per quanto riguarda le denunce relative ai contagi mortali 4 su 10 sono state registrate in Lombardia, circa il 43%, mentre nel Nord-Ovest la percentuale sale al 57% del totale.

Il 72% dei lavoratori contagiati sono donne, mentre il restante 28% sono uomini, il rapporto si inverte nella situazione dei casi mortali, la componente maschile, registra un -17,9% (da 98.902 a 81.203 denunce), quella femminile, con un -15,3% (da 58.674 a 49.702).

L’età media dei lavoratori contagiati sul posto di lavoro si aggira intorno ai 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 per i casi mortali , il 70% dei decessi è nella fascia di età 50-64 anni.

La maggior parte dei lavoratori era impiegato nel settore sanità e assistenza sociale, ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili,di questi  il 72%, di cui circa l’83% sono infermieri; operatori socio-sanitari (21,3%), medici (10,7%), operatori socio-assistenziali (8,5%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,8%),impiegati nei servizi di vigilanza, pulizia, call center,  settore manifatturiero, attività turistiche e il commercio.

In controtendenza per lockdown nella maggior parte delle altre attività produttive, è diminuito del 11,3% nella gestione Industria e servizi (dai 115.764 casi del 2019 ai 102.657 del 2020), del 16,9% in Agricoltura (da 7.554 a 6.281) e del 35,9% nel Conto Stato (da 34.258 a 21.967), quest’ultima gestione ha registrato a marzo un crollo delle denunce, dalle 11mila del 2019 alle mille del 2020 (-91,3%).

Nel trimestre gennaio-marzo, la diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-17,6%), sia quelli comunitari (-12,2%) ed extracomunitari (-13,7%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce.

Alfredo Magnifico

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