#vengoconquestamiaadirvi/ Danilo Leva, Scipione Di Blasio e la Sindaka di Casacalenda

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Ho appreso con piacere della nomina di Danilo Leva nel Consiglio di Amministrazione di Trenitalia, una nomina che dovrebbe far piacere a tutto il Molise per l’importanza che ricopre.

La storia molisana si interseca di nuovo con il treno, è successo altre volte ed una delle prime fu quando si costruì, all’indomani dell’Unità d’Italia, la ferrovia Benevento-Campobasso-Termoli. Esisteva già la tratta Napoli-Benevento e nella progettualità ferroviaria del Regno d’Italia.

In verità il progetto, secondo un ingegnere torinese di cui non ricordo il nome, era un altro. Il  ”gianduiotto” aveva previsto il collegamento tirreno-adriatico passando per la valle del Biferno. Una Bifernina ante litteram che avrebbe sicuramente portato giovamento al collegamento data la linearità del tracciato.

Si preferì, invece, fa passare la ferrovia per Campobasso, allora capoluogo di Provincia, ma secondo me il motivo maggiore fu dato dalla vicinanza della casa del Sen. Scipione Di Blasio. Il Senatore era nato a Casacalenda, e la sua casa natale  è  a duecento metri dall’attuale stazione ferroviaria e quindi il Senatore Di Blasio, quando si trovava a Casacalenda prendeva il treno direttamente sotto casa per raggiungere Roma e non sarebbe dovuto arrivare sino all’attuale bivio di Palata dove verosimilmente avrebbero costruito la stazione dedicata anche  Casacalenda.

Fatto questo piccolo escursus ferroviario, nella speranza che il neo consigliere di amministrazione Leva possa risollevare le sorti ferroviarie del Molise, andiamo avanti. Anzi speriamo di andare avanti visto che Danilo Leva farà parte del CDA di Trenitalia e non andrà alla destra del Padre, dove invece si possono richiedere miracoli. Speriamo, comunque, in un fattivo impegno per il nostro territorio. 

Tornando a Scipione DiBlasio, ho scoperto che “è del 29 nov. 1884 un suo importante intervento alla Camera a favore dell’esercizio e della proprietà pubblici del sistema ferroviario, con una dettagliata esposizione dei vantaggi per lo Stato e per la collettività” tratto da: https://www.treccani.it/enciclopedia/scipione-di-blasio_(Dizionario-Biografico)/

Quindi possiamo dire tranquillamente, ma era così, che Scipione Di Blasio fosse di sinistra. Bene, molto bene,anche se quel “vezzo” di farsi passare la ferrovia sotto casa invece che per fondovalle del Biferno credo ci sia costata moltissimo in termini di sviluppo della nostra terra.

Scipione Di Blasio era di Casacalenda, come detto, e proprio Casacalenda, meglio la sua amministrazione è saltata agli onori della cronaca politica per le dimissioni di sei consiglieri comunali, tre di maggioranza e tre di opposizione, che hanno determinato la decadenza della Sindaka ad appena un anno e mezzo dalla sua elezione. Elezione sul filo di lana visto che aveva vinto per soli sette voti contro il candidato sindaco del centrodestra.

Quindi, in pratica, i tre del centrosinistra hanno detto: noi andiamo a Campobasso per firmare le nostre dimissioni dinanzi ad un notaio. I tre di centrodestra saputa la cosa potrebbero aver detto: un attimo veniamo anche noi. Non si è capito, anzi non l’ho capito io, perché si siano diretti da un notaio “campobassese” se Casacalenda è sede notarile e lo studio del notaio è praticamente di fronte la sede comunale. Forse non lo scopriremo mai. Come non scopriremo mai perché abbiano affrontato il viaggio in piena pandemia con rischi che poteva andare dai 400 ai mille euriii di multa. Ah, ma erano “in trasferta” per motivi se non  di lavoro di causa di forza maggiore.

Da quello che si è letto in giro, sui siti locali, il salto della quaglia con visto notarile sia avvenuto di punto in bianco, senza che, come succede spesso ci sia stao una specie di incontro con la Sindaka. Come si suol dire un fulmine a ciel sereno. Fulmine a ciel sereno ma solo per chi ha assistito, ma non per “l’agenzia di viaggi” che ha organizzato la trasferta a Campobasso, ah ecco: a Campobasso perché essendo lo studio del notaio di fonte alla sede comunale di Casacalenda qualcuno si sarebbe potuto insospettire dei tanti consiglieri comunali tutti nell’ufficio del notaio. Mi dispiace, mi dispiace per il notaio di Casacalenda che avrebbe dovuto prendere ufficio vicino all’Eremo di Sant’Onofrio, aperta ma discreta campagna casacalendese. Dobbiamo farlo notare al notaio.

Tornando a bomba: qualcuno forse ha trattato polticamente il salto della quaglia o è stato un salto improvviso, di scatto verrebbe da dire?. Mah, ai posteri l’ardua sentenza.

Ai posteri l’ardua sentenza anche per la gestione della pandemia anche nel comune di Casacalenda senza un’amministrazione ma con un commissario prefettizio che, ricordiamolo, viene mandato, magari suo malgrado, a gestire l’ordinario. Solo l’ordinario.

E come ogni favola, bella o brutta che sia, anche questa che stiamo raccontando avrà un finale e spero una morale. Il finale sarà dato dalla reazione che il mondo politico regionale avrà nei confronti dei consiglieri dimissionari, anzi nei confronti dell’entità “oscura” che ha “contrattato” politicamente le dimissioni e la caduta della Sindaka.

La speranza di chi ha aperato nell’oscuro delle quinte è che si torni al voto e che i sette voti diano respiro alla coalizione di centrodestra. E questo l’avevamo capito. Quello che non si capisce è perchè si voglia ridurre la politica ad un carta geografica sulla quale mettere le bandierine della conquista della quota, come durante la prima guerra mondiale. Veramente, forse, io l’ho capito: strappando un comune alla concorrenza si creano tutte quelle situazioni di “controllo del territorio” che rende possibile al momento delle elezioni di chiedere il voto per aver dato la possibilità ai propri cittadini di aver avuto la pensilina della “corriera” oppure la chiusura del fosso sulla strada comunale, oppure la messa in sicurezza dell’albero pericolante a contrada xyz.

Questa è la politica che si vuole fare in questa regione. Se siete d’accordo sapete chi continuare a votare, se non  lo siete dobbiamo decidere cosa fare e con chi farlo per capire chi dobbiamo votare.

Affranto e disperato, ma risollevato solo dalla fine del 2020, saluto tutti con affetto e stima dandovi un statevi arrivederci al prossimo “abbaiare alla luna” che farò da questo sito.

Franco di Biase

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