Ripalimosani/ Il Dialogo pacato e rispettoso del Consiglio comunale dei ragazzi

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Esercitazioni di dialogo serio nella sala consiliare del Comune di Ripalimosani, dove un gruppo di ragazzini, eletti dai loro coetanei durante l’anno scolastico, si sono riuniti ed hanno affrontato tematiche importanti per loro stessi e per la collettività. In seduta c’era il Consiglio comunale dei ragazzi presieduto dal sindaco Niccolò Tocci, che si è insediato ufficialmente ed ha affrontato davanti al sindaco del paese Marco Giampaolo diverse tematiche.


Attraverso un comportamento serio e corretto hanno snocciolato i risultati di un lavoro di raccolta dei bisogni portato avanti soprattutto sul territorio e a scuola: in maniera pacata e razionale hanno sviscerato le diverse problematiche emerse, spesso relative a problemi strutturali o organizzativi dei ‘grandi’. Ma lo hanno fatto senza alzare la voce, senza polemiche sterili, con un’analisi il più possibile oggettiva delle cose, mettendo anche in luce una generale mancanza di rispetto nei confronti dei beni comuni.


Insomma, piccoli amministratori in seduta per allenarsi al dialogo costruttivo, dove le voci non si accavallano e soprattutto in cui regna una capacità ormai quasi scomparsa nelle discussioni di tutti: l’ascolto. Il progetto del Sindaco dei Bambini e dei Ragazzi nasce infatti non tanto per ‘scimmiottare’ il comportamento degli adulti o per vivere momenti di finta gloria, ma da sempre ha avuto l’obiettivo di far provare ai più giovani una forma seppur semplice di dialettica, il gusto di trovare punti comuni tra posizioni diverse, la difficoltà di tacere o esprimersi pacatamente quando l’istinto porterebbe ad altro.


“Oggi più che mai progetti di questo tipo possono riportare al centro la capacità di dialogare, nei contenuti e nella forma – ha detto Marco Giampaolo che ha seguito il Consiglio dall’inizio alla fine e che ha anche interloquito con i piccoli consiglieri – E’ un altro modo per tornare a parlarci in maniera rispettosa e pacata, per prevenire piccoli o grandi conflitti e per fare in modo che le nuove leve imparino e a loro volta insegnino l’uso di strumenti di pace”.

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