La Procura chiede ancora tempo, noi parenti delle vittime Covid non ne abbiamo ancora molto


Il Comitato “Dignità e verità per le vittime covid 19”, comunica che in data odierna ha ricevuto, dal Tribunale di Campobasso-ufficio del Giudice per le indagini preliminari, la notifica della richiesta, formulata dal Procuratore della Repubblica, di proroga delle indagini per ulteriori mesi sei.
La richiesta è stata avanzata dopo il decorso di mesi 12 di durata delle indagini dall’iscrizione nel registro delle notizie avvenuta il 4.4.2021.


Il Sig. Procuratore ha chiesto un ulteriore proroga oltre il termine di durata perché, a suo dire, entro tale temine non possono concludersi le indagini preliminari risultando necessario attendere l’esito delle indagini delegate e le relazioni dei CTU.

Il comitato ricorda che le diverse denunce, che hanno portato ad aprire le indagini, riguardano i noti fatti del 2020 e 2021 che hanno portato ad oggi al decesso di circa 600 persone apparentemente per covid.

Va detto che nell’incontro avuto con il Procuratore, il 18 marzo -giornata dedicata alle vittime
covid- noi presenti, in rappresentanza del comitato, gli abbiamo espresso tutto il nostro rammarico per il tempo trascorso, per il fatto che sono stati nominati come consulenti, medici che lavorano ed hanno lavorato presso l’ospedale “San Pio di Benevento”, dove ha prestato servizio l’apice della ASREM oggi sotto la lente della procura.

Ci chiediamo se la Procura ha sentito o meno i diversi soggetti da noi indicati come persone
informate su fatti, oggetto di denunce specifiche e formali, anziché rimettere ogni decisione alla
valutazione dei soli consulenti da lui nominati.

Ci chiediamo se ha nominato o meno un ingegnere biomedico esperto di impianti di ossigenoterapia visto che l’ingegnere responsabile tecnico della ASREM ha già dichiarato formalmente che quello esistente al Cardarelli (Ospedale Covid) è “inefficiente e in sufficiente” sia per i posti letto precedenti la pandemia che per i posti letto occupati durante la pandemia.
Ricordiamo al sig. Procuratore, vista la nostra opposizione avverso la sua richiesta di archiviazione per la denuncia inerente i posti di terapia intensiva e non solo, che basterebbe verificare l dichiarazioni del citato tecnico e il numero dei ricoveri e dei posti letto di terapia intensiva e malattie infettive disponibili al Cardarelli prima e dopo la pandemia.

Ricordiamo che prima i posti letto erano 6 a terapia intensiva mentre i posti letti di malattie infettive erano 4, mentre durante la pandemia i posti letto al Cardarelli sono diventati 12 e quelli di malattie infettive sono rimasti invariati avendo avuto punte di oltre 70 ricoveri. In questa drammatica e illegittima situazione e nella disperata carenza di ossigeno, abbiamo visto morire i nostri cari.

Invitiamo il Procuratore a riguardare i video, già allegati e comunque acquisibili dalla rete, che sono andati in onda in tutta Italia, dove i nostri cari, ricoverati in situazioni drammatiche, lamentavano la scarsità di ossigeno e dove preannunciavano, lucidamente, il loro decesso per mancanza di ossigeno. Tutto questo è ancora oggi insopportabile!

Ora attendiamo la risposta della Procura consapevoli che ci difenderemo di fronte a qualsiasi
decisione per verità documentali e da accertare. Noi non molliamo! Vogliamo che si accerti la verità e sia fatta giustizia per coloro che sono morti, per evidenti responsabilità, nella solitudine e nella disperazione e per tutti noi, impotenti, che li abbiamo visti morire disperati.
VERGOGNA!………

Il presidente del Comitato Dignità e verità vittime covid 19
Francesco Mancini

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