Il Comune di Campobasso applica l’aliquota IMU per intero a chi risiede all’estero

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tassa casa1Abbiamo conoscenza del fatto che anche il Legislatore (ovvero il Governo e/o il Parlamento) hanno le loro “colpe”, per aver lasciato la facoltà al singolo Comune di “decidere” in materia: è già questo è grave!; ma scoprire, poi, che il Comune di Campobasso (….. una realtà del sud… che ha patito e patisce l’emigrazione…) abbia “deciso” nel proprio Regolamento per l’applicazione/pagamento dell’ IMU,  di  “Non considerare abitazione principale  l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato italiano “ e  di  “  non riconoscere l’assimilazione all’abitazione principale degli immobili in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale”  e, conseguentemente,  pretendere il pagamento dell’IMU ad aliquota ordinaria, da parte dei nostri concittadini che “ancora vivono e lavorano all’estero”, ma che sul territorio cittadino hanno “una casa” , ci sembra proprio un qualcosa di “aberrante” se non di qualcosa che “rasenta la truffa”.

Ci rendiamo conto che i termini usati potrebbero apparire “pesanti”, ma le situazioni, le decisioni, le storie, le valutazioni, devono essere “pesate”… e non prese con leggerezza senza sapere cosa determinano. Ci spieghiamo meglio: per lo Stato italiano (dopo tante vicissitudini e…..) il cittadino italiano che possiede una casa sul territorio nazionale e la “vive”, avendovi anche la residenza, non è dovuta l’imposta IMU in quanto è considerata “abitazione principale”; fin qui tutto bene…. perché, infatti, prendere ancora denaro a tanti cittadini che ancora pagano mutui (oramai insostenibili) per aver comperato una casa? Lo Stato dove era e dove è rispetto alle banche ed ai tassi d’interesse? Ci si è dimenticato che già “si è dato”: in termini di costi di costruzione, oneri di urbanizzazione, allacci, utenze, servizi ecc… Ma, tornando all’italiano  (  campobassano!) ancora residente all’estero e produttore di “reddito in terra lontana”  al quale viene “imposto” di pagare l’IMU ad aliquota piena sulla casa che ha “realizzato” nel suo paese, ci chiediamo se i nostri Amministratori locali abbiano ben compreso di cosa si sta ponendo e si è posto in essere? Dobbiamo desumere che tutti i consiglieri comunali, gli assessori, il Sindaco, ma , forse, anche gli stessi funzionari ( che, spesso “preparano” le carte)  non abbiano familiari che siano dovuti emigrare all’estero per lavorare, per campare, per far campare la famiglia, per mandare ( negli anni) soldi a casa….. per poter , un giorno, fare, acquistare,ristrutturare, recuperare…… una casa (spesso modesta)…. nella quale , magari, tornare a passare gli anni del pensionamento , utilizzandola, nel frattempo per le ferie estive e per le feste natalizie. Siamo convinti che i nostri amministratori non “hanno pensato” che chiedere a detti concittadini del denaro per l’IMU è quanto meno “fuori luogo”,ma non è scandaloso dire: “ fuori legge”…. si, proprio fuori legge, perché se uno per trenta anni ha lavorato (magari in miniera o negli alti forni) e, con sacrifici ( anche di tipo alimentare: pane e cipolla) ha mandato soldi ai familiari per realizzare un alloggio nella propria città natale, già ha contribuito in maniera cospicua…. dando del lavoro ai muratori, dando guadagni ai rivenditori di materiali di edilizia, ecc.; oggi che l’alloggio è di proprietà ( è unico sul territorio italiano) e magari, – nel frattempo – prima che ci possa tornare l’emigrato, è vissuto da qualche figlia che frequenta l’Università del Molise, per via del fatto che non c’è manco “ l’assimilazione all’abitazione principale degli immobili in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale”… si pretendono cifre (piene ad aliquota ordinaria) che, in taluni casi sono anche insostenibili ( anche duemila euro annui… tra acconto e saldo).  Ma siamo certi di “volere questi denari” da questi concittadini? Ma abbiamo certezza che siamo nel giusto facendolo? Ma nessuno si chiede se, per caso, anche “disposizioni” come queste  non finiscano con il contribuire  alla “crisi” ( soprattutto dell’edilizia): perché continuare ad investire i risparmi di una vita “nel mattone” se si vuole tassare anche l’unica casa di proprietà in Italia ed….. a Campobasso ???? Noi invitiamo chi di dovere a “rivisitare” la norma…. diversamente ci faremo promotori di iniziative intese a perseguire “trattamenti” da italiani “non cancellati dall’Anagrafe del proprio comune”.
Luigi Zappone

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