Fare Verde: misterioso disboscamento ai piedi del Castello Monforte

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Nell’attività di monitoraggio per la verifica dei danni conseguenti i recenti eventi atmosferici, abbiamo fatto una brutta ed inquietante scoperta. La collina Monforte, come noto, ha pagato un prezzo altissimo in termini di alberi caduti o spezzati, anche se, per fortuna, abbiamo verificato che gran parte di essi sono stati Cipressi dell’Ariziona, una specie esotica poco adatta al nostro habitat, e che, non a caso, ha subito maggiormente gli effetti della “selezione naturale”. Ma nel raggiungere la sommità della collina, proprio davanti al lato sud del castello (ponte elevatoio), si assiste al triste spettacolo di oltre una decina di esemplari di pini (Pinus Nigra) abbattuti, ma non dal maltempo, bensì dall’opera di una motosega.
Il taglio netto alla base, l’assenza di qualsiasi segnale di sollevamento delle radici nonchè l’integrità dei fusti, non possono far ricondurre ad un intervento di messa in sicurezza di alberi pericolosi. Del resto non avrebbe avuto senso: con ancora tante emergenze e criticità presenti in città, nessuno si sarebbe mai sognato di intervenire in una zona tanto impervia, isolata e difficilmente raggiungibile, quando ci sono ancora tanti alberi che intasano strade e marciapiedi in città (ci saremmo aspettati, per esempio, piuttosto il taglio dei due tronchi dei pini su via Garibaldi, dopo l’antitubercolare, inspiegabilmente lasciati in piedi…).
La domanda nasce dunque spontanea: chi ha tagliato e soprattutto perchè? Trattandosi di luogo comunque pubblico è facile immaginare che il taglio sia stato disposto dall’Amministrazione Comunale o chi per essa gestisce i beni Agro Silvo Pastorali del Comune (Comunità Montana?), quello che non è chiaro è il motivo dell’ abbattimento di piante in normale stato di salute, tutte concentrate in quelle poche decine di metri, proprio mentre l’intera collina presenta forti criticità praticamente ovunque. Ma oltre alle domande, anche i dubbi sorgono spontanei: di recente, da più fonti comunali, si è sentito discutere dell’ipotesi di sfoltire la presenza arborea alla base del castello per motivi puramente estetici, ovvero far liberare e far emergere, per chi guarda il maniero dalla città, proprio quella facciata oggi parzialmente nascosta dalla vegetazione. Un’idea che potrebbe essere anche condivisibile, se però  accompagnata da adeguati interventi di compensazione arborea e se inserita in un piano complessivo di rivalutazione dell’intera collina e soprattutto dello stesso castello; piano che non ci sembra sia affatto in atto, ancor più in questa fase post emergenziale.
Che si sia approfittato del “trambusto” di questi giorni per accorciare i tempi e portarsi avanti con il lavoro di taglio senza coinvolgere affatto nella scelta i cittadini, le associazioni e le parti sociali coinvolte ?  Una tale operazione andrebbe infatti concertata e comunque annunciata, se non altro nelle competenti sedi; rammarica il fatto di dover scoprire di cose fatte “a tradimento”, evidentemente sperando che passassero inosservate nel fermento di questi giorni a seguito dell’ormai noto e triste evento dello scorso 5 marzo.

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