Avvistate impronte di un orso bruno marsicano nel territorio di Lucito

Nei giorni scorsi (25 aprile) sono state avvistate impronte di un orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921) nel territorio di Lucito. Allertata la rete di monitoraggio operante nelle Regioni confinanti con la zona di diffusione principale (Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), si stanno svolgendo gli accertamenti di rito.

Con molta probabilità si tratta di un orso giovane in dispersione e, così come avviene per i lupi, quando la popolazione di un territorio cresce, gli esemplari giovani o subadulti, non ancora “titolari” di un proprio territorio, si disperdono alla ricerca di zone di alimentazione e/o di femmine per la riproduzione.

Non vi sono motivi di allarme in quanto l’orso bruno marsicano è un animale dall’indole pacifica e tende a sfuggire la presenza dell’uomo. È importante non seguirlo, a piedi o in macchina, per la sua e la propria incolumità. Va sempre considerato che si tratta di un animale selvatico dalla notevole forza e adeguatamente “attrezzato”. Se si supera la sua distanza di tolleranza percepirà una minaccia e reagirà scappando o, in assenza di vie di fuga, con un finto attacco “dissuasivo”. Se lasciato in pace cercherà di alimentarsi (la sua dieta è per l’80% vegetariana) e quindi si allontanerà.

Non si era mai verificato un avvistamento “certificato” in questa zona del Molise, così lontano da altre aree di frequenza come l’Alto Molise o di possibile passaggio come il Matese, ma questo può essere considerato un buon segnale che attesterebbe una probabile crescita della popolazione negli ultimi anni.

Due anni fa tracce ed escrementi di un orso vennero rinvenuto in agro di Spinete e, in considerazione di quest’ultimo avvistamento, potrebbe assumere un’altra luce il presunto avvistamento di un orso, nel gennaio 2018, in territorio di Busso, nei pressi del caseificio Valmolise. In occasione di quest’ultima segnalazione non vennero però rilevati segni di presenza inequivocabili e si pensò ad un cinghiale.

Qui di seguito alcune raccomandazioni dell’Associazione Salviamo l’Orso per una pacifica convivenza con il plantigrado:

In caso di avvistamento diretto dell’animale, non disturbarlo o inseguirlo per fare foto, video o per semplice curiosità. La nostra presenza per lui è fonte di stress. Mantenere una distanza di rispetto (almeno 100 metri) e consentire all’animale di trovare una via di fuga senza braccarlo, confonderlo con schiamazzi o accecarlo con i fari. Restare immobili mentre l’orso va nella direzione opposta, oppure indietreggiare lentamente se resta fermo, in modo da lasciargli intendere che non siamo una minaccia.

Se si trovano orme come quelle in foto è importante fotografarle insieme a un riferimento dimensionale noto (es. una moneta, ma preferibilmente un righello), prendere nota del luogo preciso e riferire il ritrovamento ai Carabinieri Forestali chiamando il 1515, oppure al Focal Point della Regione Molise per la Rete di Monitoraggio per l’orso marsicano al 328 841 3674.

Evitare di lasciare cibo per cani e gatti o altri mangimi in luoghi accessibili all’orso, tenendo a mente che può facilmente raggiungerli arrampicandosi sugli alberi e sulle recinzioni.

Ricoverare per la notte gli animali d’allevamento in stalle in muratura e con porte in metallo o dotarsi di recinzione elettrificata in assenza di strutture con le caratteristiche suddette.

Mantenere in strada i cassonetti dell’umido il meno possibile.

Prestare molta attenzione durante le attività di sele-controllo.

Guidare con prudenza per evitare di investire l’orso e altri animali selvatici.

Questo esemplare è uno dei circa cinquanta individui rimasti, appartenenti ad una sottospecie unica al mondo di cui dobbiamo essere attenti custodi. Il suo valore ecologico è eccezionale, dobbiamo operare tutti insieme per conservare questo monumento naturale e trasmetterlo ai nostri figli e nipoti.

Corrado GuacciSocietà italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello”

(La foto dell’ impronta è di Cinzia De Letis)

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