Turismo/ Bit 2019: Tintilia, caciocavallo e ventricina per parlare del territorio molisano

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Il Molise green, quello che non ti aspetti. Lo guardi, lo senti nell’aria e lo gusti. Attraverso uno stand che sta facendo parlare l’Italia per la sua peculiarietà e per i continui rimandi sui social fatti dalla Bit stessa. Un Molise che si promuove attraverso i suoi odori diffusi nella sfera di legno. E con la degustazione di alcuni dei suoi prodotti cardine dell’agroalimentare: il caciocavallo di Agnone, la ventricina di Montenero di Bisaccia e la Tintilia della cantina Salvatore di Ururi. Un viaggio a cui non hanno voluto mancare trenta giornalisti di testate nazionali e di categoria che nel pomeriggio hanno presenziato all’incontro organizzato nello stand dell’Aast che per l’ocassione si è affidata alla bravura di Peppone Calabrese della trasmissione Rai “Linea Verde” e al racconto del professor Rossano Pazzagli dell’Università degli Studi del Molise. Con loro anche il commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli Remo Di Giandomenico e il responsabile alla Cultura del Distretto Molise Orientale Antonio Franzese. Un secondo pomeriggio trascorso sul green molisano allestito a Milano che tanta ispirazione ha dato ai giornalisti. Una giusta rappresentazione della realtà molisana passata nelle ultime ore anche nelle immagini del Tg1 che ha dato ampio risalto allo stand dell’Aast in uno dei suoi servizi di punta sulla Bit. Tradizionalmente la seconda giornata della Borsa Internazionale del Turismo di Milano è destinata agli operatori, e anche in questo ambito tanto è stato il lavoro profuso dai buyers molisani che fin dall’apertura del mattino si sono messi al lavoro per promuovere le proprie offerte e un territorio tutto da scoprire. “Siamo di antiche terre – ha detto il commissario Aast Remo Di Giandomenico -. La nostra natura deve essere vitalizzata, quest’anno sottolineiamo che la natura non puo’ essere sottomessa ai capricci del destino. Come vedete abbiamo uno stand che rispetta la natura, un lembo di terra come il nostro così piccolo, ma che ha prodotti di tutto rispetto. Sono poi gli operatori che devono venderli. Le quattro vele con le donne che vedete sono le protettrici del nostro Molise”. A seguire è stata la volta del professor Rossano Pazzagli, “Ho imparato ad amare questa terra lavorando in Molise e incontrando i suoi compaesani e i giovani. Adesso a forza di dire che non esiste, il Molise esce alla ribalta. E’ stata una grande operazione di marketing. Conoscere il Molise, è come compiere un pellegrinaggio laico e religioso, e all’insegna del gusto. Si sintetizza tutto nelle tre P. Il paesaggio, i paesi e i prodotti. Il paesaggio è l’elemento di connessione, lo specchio di tutto quello che c’è e che c’è stato sul territorio. Le origini sannite, i percorsi della transumanza. L’incontro fecondo tra uomo e natura. Il mare e la montagna. Il Molise è una regione di paesi. Ce ne sono tanti. Incastonati nella pietra e perfino nel nome. La pietra, il Molise è questo. Rugoso e liscio allo stesso tempo. Ma è tutto da scoprire”. Il finale è stato tutto di Peppone Calabrese, “Il Molise lo sento molto vicino – ha detto Calabrese – sembra che non esista ma invece c’è ed è molto reale come la mia Basilicata. Questo caciocavallo che vedete così giallo, è così perché gli animali sono stati portati al pascolo, hanno mangiato almeno sessanta tipi di erbe. Solo dando gratificazioni ai produttori si potrà tornare a parlare anche di territorio. C’è la transumanza che è un rito meraviglioso, in questo tragitto c’è tutta la forza e la grinta di questo popolo”. Per la ventricina l’ultima parola è stata invece del professor Antonio Franzese, “Questo prodotto è unico, solo in trenta comuni a cavallo del fiume Trigno tra Abruzzo e Molise si realizza questo dono che la cultura contadina faceva mangiare solamente nei momenti più importanti. Si chiama ventricina perché si insaccava nel ventre del maiale. La cosa importante è che viene fatta senza conservanti, ma soprattutto perché ha l’80% di carne magra e il 20% di grassi”. Inutile segnalare che a fine conferenza stampa caciocavallo, ventricina e tintilia sono andati a ruba con tanti applausi e ringraziamenti da parte di chi ha pensato e immaginato Molise a Milano attraverso la narrazione iniziale di Aldo Gioia e gli interventi che sono seguiti.

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