Molise pro Poesia del Sud. Venafro aderisce all’iniziativa

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Dopo l’incontro del 6 dicembre a Venafro (IS) organizzato dal Comune di Venafro, dal “Foglio volante” di Americo Iannacone, e alla presenza del poeta Giuseppe Napolitano, e dal Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, in cui si è rinnovata la richiesta di modifica delle Indicazioni nazionali in cui, a proposito del Novecento pieno, non sono citati scrittori e poeti meridionali e una sola donna, un nuovo tassello si è aggiunto alla iniziativa promossa dal Centro e fatta propria dalla Regione Campania, per iniziativa delle consigliere Rosetta D’Amelio e Angela Cortese.

Infatti, solo oggi il Centro di Documentazione, il suo Presidente Giuseppe Iuliano, il Direttore Artistico Paolo Saggese e gli altri componenti del Centro, tra cui Alessandro Di Napoli, Alfonso Nannariello, Alfonso Attilio Faia, Salvatore Salvatore, Raffaele Stella, hanno appreso che Mario Pietracupa, allora Presidente del Consiglio Regionale, nel luglio 2012, aveva inviato una lettera al Ministro Profumo di richiesta di modifica delle Indicazioni nazionali. Dunque, dopo la Campania, la Calabria e la Basilicata, anche il Molise aderisce all’iniziativa.
Intanto, il Sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, si sta attivando presso il Consiglio Regionale per rinnovare l’iniziativa del 2012 e per arrivare ad una vera delibera di Consiglio Regionale, investendo direttamente il Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura al fine di richiamare l’attenzione del nuovo Ministro Maria Chiara Carrozza.

Intanto, queta  la lettera di Mario Pietracupa, allora Presidente del Cosiglio regionale:

“Preg.mo signor Ministro,
 
come è noto, diversi Consigli e Giunte regionali del Mezzogiorno hanno affrontato, con manifesta preoccupazione, le indicazioni nazionali assunte in merito ai programmi di letteratura italiana del quinto anno degli Istituti superiori, afferenti al periodo dell'Ottocento e del Novecento.
Gli esperti ministeriali hanno inserito Pascoli, D'Annunzio, Verga e Pirandello, autori giustamente definiti "non eludibili"; hanno richiamato esplicitamente Ungaretti, Saba e Montale per la poesia e per la narrativa e, infine, Gadda, Fenoglio, Calvino, Primo Levi; non altrettanto significativo è stato il riferimento ad autori come Quasimodo, Silone, Sciascia, Vittorini, Serao e il molisano Francesco Jovine, e ciò ha concorso ad allarmare numerosi amministratori del Sud, che non hanno avallato nel complesso un'offerta editoriale che potrebbe determinare tagli ed omissioni importanti per la formazione culturale degli studenti italiani. In verità, nel segno della libertà di insegnamento e dell'autonomia didattica, i docenti possono certamente operare, pur nel rispetto dei programmi ministeriali, scelte personali e mirate in fase di programmazione, ma è altrettanto certo che sarebbe per loro importante poter contare sull'apporto di testi in adozione che siano esaustivi e, dunque, corredati della presenza degli autori (sia a livello di informazioni generali, sia a livello di passi antologici).
Sappiamo bene, del resto, che nelle scuole superiori si tende a dare opportuna rilevanza anche alla microstoria ed alla cultura locale, al fine di fornire agli studenti i giusti input per la conoscenza della propria identità e della realtà territoriale in cui risiedono, al fine di saper costruire un'autentica coscienza civile, tesa a favorire il rispetto delle tradizioni e delle regole e la partecipazione alla cittadinanza attiva, propositiva per agire entro orizzonti più ampi, nazionali, europei e oltre.
Nella comune consapevolezza, dunque, di non dover tralasciare il dato effettuale rappresentato dall'autonomia scolastica, che ha attribuito massima responsabilità agli organi decentrati, tanto più bisogna mettere in condizione le scuole di svolgere la loro mission anche attraverso adeguati strumenti di supporto, come possono senz'altro risultare anche i libri in adozione.
Ravvisando la necessità di affrontare la questione in maniera coesa e coerente, nella consapevolezza che un segnale di unità e condivisione appaia senza dubbio il modo più consono per far sì che i punti negativi possano erodere per lasciar rafforzare i segnali positivi e concreti, e confidando nella disponibilità e nel sostegno della S.V. per una causa sicuramente giusta, nel segno di utile propositività e prospettica lucidità, conto sul suo autorevole intervento perché siano salvaguardate le identità locali che nella loro "diversità" rappresentano l'eccellenza di questo Paese e l'unica strada percorribile per tenerlo unito, come è fermamente nelle nostre intenzioni, soprattutto di rappresentanti istituzionali regionali. Tutto ciò, premessa la nostra ferma intenzione di non anteporre assolutamente al tema in dibattito una questione meridionalista, tanto meno quel senso di vittimismo che troppo spesso ha posto degli ostacoli alla crescita del Sud. Vorremmo, invece, dare un contributo concreto e un elemento di coesione ai fini di una integrazione fondata sulla piena consapevolezza dei nostri mezzi e della necessità di dare ai nostri grandi autori meridionali una collocazione appropriata, nel rispetto del patrimonio culturale nazionale e locale e della realtà storica rappresentata dalla nostra Italia delle Regioni.In attesa, La saluto cordialmente».  

Mario Pietracupa
Presidente Consiglio regionale

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