Basta all’Italia schiava di banchieri, sindacalisti e malavitosi

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zeolicalvaniIntervista a Domenico Zeoli e Danilo Clavani.

Nessun simbolo politico, nessun coro sindacalista, solo un focolare, la bandiera tricolore ed un grido: ‘Liberiamo l’Italia da banchieri, sindacalisti e malavitosi’. Il Movimento 9 dicembre si riunisce così all’ingresso del casello autostradale di Termoli.  È passato oltre un mese ormai, ma lo spirito è sempre forte. Ma per cosa si stanno battendo? “Per la libertà ed il rispetto della Costituzione” spiegano l’agricoltore molisano Domenico Zeoli ed il coordinatore e portavoce nazionale del movimento Danilo Calvani.

Domenico Zeoli da chi è composto il Movimento 9 dicembre?
 “Questo è un coordinamento popolare, siamo gli stessi del 9 dicembre. Qui ci sono tutte le categorie produttive, tutte le classi sociali a cominciare dagli operai, i disoccupati, i piccoli e medi imprenditori appartenenti a qualunque settore. Qui non abbiamo presidenti, siamo tutti uguali. Chi arriva qui con una bandiera diversa dal Tricolore italiano sarà cacciato. Noi siamo italiani e basta. Non siamo i Forconi, è bene ribadirlo. Abbiamo avuti problemi con questi cosiddetti Forconi che inizialmente erano tutti uniti ed ora, invece, non lo sono più. Tutto è cambiato il 18 dicembre: in questa data qualcuno ha fatto un passo indietro, queste persone si sono fatte comprare e si stanno organizzando in un partito grazie ai soldi di altri gruppi politici. Il dramma è proprio questo, vogliono portare il popolo al macello, come hanno fatto altri prima di loro. Questa gente si è venduta per un pugno di ceci. Noi non cediamo a nessun ricatto ed a nessun compromesso”.
Quali sono gli obiettivi che vi proponete?
Zeoli:La nostra mission è quella di riportare l’Italia al lavoro ed a quella che è la nostra Costituzione, la migliore del mondo. Il primo articolo cita: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. In questo momento non abbiamo nessuno di questi elementi. La democrazia è inesistente, dal momento che il Parlamento viene scelto da una decina di persone tra cui segretari di partito. Vogliono modificare la legge elettorale, ma non agiscono, le fazioni di destra e sinistra si mettono d’accordo per imbrogliare meglio il popolo. Tutto questo ci da’ molto fastidio. Si sono arroccati il diritto di essere a Montecitorio, a Palazzo Madama, nelle Regioni, nelle Province. Sono ovunque, ma se ne devono andare”.
Calvani: “Il ripristino della legalità delle nostre istituzioni, una vera e propria rivoluzione etico-culturale dove la dignità, la solidarietà, la legalità, il rispetto della persona umana, l’assoluto rispetto della nostra Costituzione non siano optional, ma valori portanti e doverosi per ogni persona”.
Zeoli chi sono i colpevoli di questa crisi?
 “Principalmente il Governo, ma i nostri avversari non sono solo i politici, ma anche i sindacalisti. Loro hanno rovinato l’Italia. CGIL, CISL, UIL, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato e chi più ne ha più ne metta. Loro sono i primi delinquenti. Hanno sfruttato i loro soci. Ieri ero alla GAM di Bojano e quando ho iniziato a parlare di queste cose, chiedendo a gran voce di unirci, il sindacalista di turno è sparito dalla circolazione. Ho anche notato che mettono zizzania tra le varie categorie. Fanno come Renzo con i Capponi ne I Promessi Sposi, ci scuotono e ci portano a litigare in modo da favorirli nei loro interessi. Sono dei parassiti. Invece di pensare solo a loro stessi dovrebbero fare un favore all’Italia andandosene, in esilio, visto che i soldi li hanno. Abbiamo anche una stampa, quella del Regime e del potere che travisa ciò che stiamo dicendo, non ci ascolta, ma piuttosto si concentra sugli eventuali errori linguistici che tutti commettiamo quando parliamo senza accorgercene. Vogliamo dire a questi signori che dovrebbero vergognarsi, sono strapagati per servire i loro padroni, invece del popolo italiano”.
Calvani il vostro è un grido d’allarme rivolto principalmente al Governo, ritenuto abusivo, dal momento che non è stato eletto dal popolo.
 “Non solo. Il fatto che il Governo non rispetti la volontà popolare ha permesso l’usurpazione e la violenza della nostra Costituzione. Sono stati firmati atti, trattari, accordi internazionali in netta violazione della Costituzione, come Mes od il trattato di Lisbona. Questo ha portato il paese alla distruzione, togliendo qualsiasi possibilità di un futuro ai nostri giovani. È in atto un vero e proprio assassinio della nostra Repubblica”.
 Zeoli  qual è la sua paura più grande?
 “Non voglio che mia figlia finisca per fare la schiava di qualche straniero o di qualche rappresentante della malavita organizzata che viene qui ed acquista le nostre aziende per ripulire il denaro sporco. Ormai è tutto nelle mani dei delinquenti ed io, in prima persona, lo verifico giorno per giorno. Abbiamo assistito alla chiusura di piccole attività per dar spazio alla malavita, creando anche sotterfugi per far fallire queste realtà. Combattiamo contro i giganti, ma loro sono pochi, il popolo è numeroso. Dobbiamo restare uniti per combattere questi malviventi”.
Si può quindi parlare di corruzione politica?
Zeoli: ” Certo. Ormai il vero politico non esiste più. ‘Per politica si intende la più alta forma della carità’ per citare Paolo VI, non quella che si fa per sistemare e difendere i propri interessi ed affari, per avere potere sugli altri e sfruttarli. Sappiamo che è difficile, quasi impossibile, modificare questa situazione, ma ci proviamo. La cosa che ci da’ più fastidio è che c’è tanta gente, senza lavoro e stipendio, che ci dice che vorrebbe venire qui ed unirsi a noi nel presidio, ma non partecipa perché ha paura che il politico od il sindacalista li veda e non abbia più un occhio di riguardo nei loro confronti. Sono sottomessi. Come disse Falcone ‘Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una volta sola”.
Calvani: “Assolutamente. Senza la corruzione non avrebbero potuto fare uno Stato così europeo, non avrebbero potuto imporci l’euro, non avrebbero potuto stipulare patti come Mes od il trattato di Lisbona. La corruzione è il disastro del nostro paese. Va abolita con la forza popolare, ma credo che questa rivoluzione ormai non si fermerà più, è solo questione di tempo e tutto cambierà”.
C’è stato qualche politico che vi ha incontrati ed ha ascoltato le vostre opinioni?
Zeoli:Assolutamente no. I politici quando ci vedono scappano, ci ignorano. Quelli che conosco quando mi incontrano per strada, girano la testa dall’altra parte”.
Cosa direste al Governo che è ora al potere se riusciste ad incontrarne i rappresentanti?
Calvani: “Noi non vogliamo trattare con il Governo, ma vogliamo lanciare un messaggio, un atto di dignità. Rispettate il vostro popolo, la storia vi ha già condannato, in futuro questa classe politica sarà descritta come la peggiore mai esistita per cui fate un atto di carità, dimettetevi e ridate la democrazia e la dignità al popolo italiano”.
Di recente avete organizzato una raccolta firme e siete stati anche a Roma a manifestare. Cosa è successo?
Zeoli: “Abbiamo raccolto migliaia di firme e le abbiamo presentate al Prefetto per denunciare il Governo per istigazione al suicidio. Il problema grosso è proprio questo. Molte persone a causa di questa situazione di crisi gravissima si tolgono la vita, persone che hanno lavorato per quaranta, cinquant’anni che adesso non riescono a dar da mangiare nemmeno ai propri figli. Un gesto da non fare. Ribellarsi sì, suicidarsi no. Purtroppo, però, è successo e sta accadendo anche ora.  Persone che vivono in condizioni pietose. Qualche anno fa si vedevano solo pochi individui che rovistavano tra i rifiuti, oggigiorno ormai la situazione è critica. Se il Governo ignora queste cose non è degno di rappresentarci. Adesso da ogni Regione è partito un cammino per la libertà che si incontrerà, nei primi di febbraio, a Roma”.
Se il Governo dovesse dimettersi quale sarebbe l’azione da mettere immediatamente in atto?
Calvani: “Si dovrà ritornare al voto sotto una forte pressione popolare creando una lobby di popolo, seppure il termine non sia così bello, dove si condanneranno coloro che violenteranno la nostra Costituzione. Il 9 febbraio, salvo situazioni meteorologiche avverse che potrebbero farci tardare, saremo a Roma e potremmo fare una forte e continua pressione per farli andare via; agiremo con iniziative eclatanti, nel totale rispetto della legge e senza violenza. Sarà un vero e proprio braccio di ferro. Noi cammineremo per arrivare lì, loro correranno per andar via”.
Come può ripartire l’Italia con una situazione del genere?
Zeoli: “Sulla scia di ciò che è successo nel 1945 dopo la Seconda Guerra Mondiale: con le braccia, il sudore e la volontà. L’Italia è la nazione più ricca al mondo: 8mila km di coste, colline e montagne, i prodotti agroalimentari migliori del mondo (vini, formaggi superiori a quelli di Francia e Germania), abbiamo a disposizione il 60% del patrimonio culturale e storico. Gli altri fanno mangimi per gli uomini, noi produciamo prodotti di qualità. Gli italiani sono partiti ed hanno costruito il mondo. Non ci manca nulla”.
Calvani: “Rispettando la Costituzione e riprendendoci tutte le nostre sovranità sancite proprio in quest’ultima. Dobbiamo ristampare denaro e non appartenere ad una moneta privata come l’euro emessa da privati a debito. Se vogliamo la moneta unica che almeno sia quella del popolo e non quella dello Stato Europeo. Questa non è l’Europa dei popoli, ma è peggio di una commissione militare; questi signori sono immuni da qualsiasi reato, possono ucciderci e non viene fatto loro nulla, il popolo non ha la possibilità di votare direttamente i propri rappresentanti. Questa non è libertà”.
La colpa di questa crisi è anche dell’Europa oltre che dell’Italia?
Calvani: “Non dell’Europa, ma di chi l’ha progettata basando tutto il sistema solo sulla finanza. Hanno preso l’essere umano e lo hanno utilizzato come merce di scambio. Dobbiamo re-invertire questo schema e rimettere la persona al centro di tutto. Non vogliamo l’Europa dei banchieri, finanzieri corrotti e dei Massoni che ci sta distruggendo”.
La sua speranza per il futuro del nostro Paese?
Zeoli: “Vogliamo riportare la dignità nel cuore delle persone e, soprattutto, in quello dei nostri figli. Io credo che ce la faremo, ci rialzaremo. Abbiamo anche montato una ghigliottina finta, per dare un taglio a questa situazione. Se ne andranno come hanno fatto altri dittatori.”  
Calvani: “Che i nostri figli possano scrivere la storia dell’Italia. Se lo faranno vorrà dire che avremo vinto, se la scriveranno questi banditi al posto dell’inchiostro useranno il nostro sangue e questo è inaccettabile”.
Valentina Cocco

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