Venittelli: il tavolo per i precari della Protezione civile va riportato in Prefettura

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vennittelli“Non tutti hanno compreso l’importanza di coinvolgere l’organo periferico dello Stato sul territorio nella vertenza per i precari della Protezione civile. La richiesta di organizzare in Prefettura, a Campobasso, un tavolo tecnico per discutere della sorte dei 210 tecnici e professionisti era stata promossa proprio per far pervenire un chiaro messaggio al governo, ma è stato in parte vanificato dalla istanza, per certi versi incomprensibile da chi ha voluto che la palla tornasse alla Regione Molise, nonostante il dissenso della sottoscritta e dello stesso governatore Paolo di Laura Frattura”.

L’onorevole del Pd Laura Venittelli ha così commentato l’esito dell’incontro avvenuto lunedì mattina, ribadendo a chiare lettere il senso della propria iniziativa, che si inserisce nel solco già tracciato con l'ordine del giorno approvato da Palazzo Chigi e a cui va data continuità e sostanza con le risorse adeguate. “Il tavolo per i precari della Protezione civile va riportato in Prefettura – afferma il deputato molisano – affinché il Prefetto, che è il rappresentante del governo sul territorio, faccia conoscere a Roma le difficoltà della nostra Regione nel completare dopo oltre undici anni in modo efficiente ed efficace la ricostruzione post-sisma, che necessita dell’opera dei giovani di cui non possiamo disperdere la professionalità”.
Per l’onorevole Venittelli è giunto il momento di imprimere una svolta significativa, partendo proprio con la loro stabilizzazione e mettendo in rete tutti gli attori protagonisti di questa vicenda.
“Manca una vera percezione dello stato dell’arte della ricostruzione e l’opinione pubblica ne conosce l’avanzamento solo per le lettere di protesta e di malcontento di amministratori, cittadini e imprese. Per uscire da questa impasse sarebbe opportuno varare un Osservatorio che si riunisca periodicamente con dati di fatto alla mano e che metta a confronto amministrazioni locali, Regione, delegazione parlamentare, parti sociali, associazioni di categoria, ordini professionali e chiunque abbia un ruolo centrale; altrimenti si navigherà sempre a vista e questo, per rispetto di chi ha patito sofferenze indicibili il 31 ottobre 2002 e nei giorni successivi fino ad arrivare ad oggi, non è ammissibile”.

 

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