Tunnel e opere annesse, Associazioni e Comitati chiedono revoca in autotutela degli atti amministrativi relativi alla procedura di aggiudicazione

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Alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato del 20 Febbraio scorso, che ha legittimato gruppi di cittadini riuniti in Associazioni o Comitati ad opporsi ad opere che vadano contro l’interesse collettivo, torniamo a chiedere con forza al Sindaco e all’intera Amministrazione comunale la revoca in autotutela di tutti gli atti amministrativi relativi alla procedura di aggiudicazione per la costruzione del Tunnel di collegamento tra il porto di Termoli e il lungomare Cristoforo Colombo e di tutte le altre opere annesse.

Lo chiediamo, altresì, sulla scorta della sentenza del TAR Molise n.209/2019 che ha invalidato l’intera procedura del Project financing perché mancante di due documenti fondamentali (la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Impatto Ambientale) e sulla base di tutti gli aspetti fortemente negativi e impattanti dell’opera nel suo complesso.

Il tutto messo più volte in evidenza e portato a conoscenza dei cittadinidall’Associazione e dal Coordinamento No Tunnel. Al Sindaco diciamo ancora che riteniamo inaccettabile ogni proposta di modifica di un progetto molto contestato ,tanto da essere definito dalla gran parte dei cittadini “il grande scempio”.

E’ il caso di ricordare che oltre al Tunnel, inutile,costoso e pericoloso,il progetto prevedeva la costruzione sotto Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce di un enorme edificio polifunzionale (comprendente parcheggi ,appartamenti, locali commerciali, teatro,ecc.,quasi tutti di proprietà della ditta titolare del progetto) che avrebbe cambiato irreversibilmente la natura e l’identità di un’area urbana tra le più belle della nostra città e la più caratteristica dal punto di vista urbanistico e paesaggistico,visto l’affaccio sul mare proprio di fronte al Borgo Vecchio.


Il progetto portato avanti dall’Amministrazione Sbrocca va semplicemente cancellato e sostituito da un altro tutto diverso. Non vorremmo infatti che cacciato dalla porta rientri dalla finestra,sia pure parzialmente rivisto. Non vorremmo trovarci,cioè,davanti ad un progetto sostanzialmente simile al precedente, dal quale viene eliminato solo il vituperato Tunnel.

Inoltre,al fine di scongiurare la perdita del finanziamento dei 5 milioni di euro ( Risorse FSC 2007/2013) destinati esclusivamente ad opere di viabilità (sarebbero serviti a coprire parzialmente il costo di costruzione del Tunnel), sollecitiamo l’attuale Amministrazione a richiedere urgentemente alla Regione Molise la riprogrammazione del finanziamento, predisponendo un progetto di messa in sicurezza della viabilità comunale di Termoli con priorità per gli interventi urgenti e impiegando le restanti risorse per l’attuazione di piani particolareggiati per la mobilità alternativa all’auto privata, fondamentale per affrontare
i problemi di inquinamento dell’aria,messi ben in evidenza dall’emergenza sanitaria in via di superamento.

Le tre richieste precedenti portano diritto al problema di fondo che è quello della riqualificazione e del recupero di Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce. I cittadini di Termoli chiedono con insistenza una “riqualificazione vera” di queste due aree,una riqualificazione che abbia i requisiti della compatibilità ambientale, economica e sociale. A nostro avviso il criterio principale da seguire è quello della rinaturalizzazione. Si tratta di creare quanto più verde possibile ,essenziale per il benessere dei termolesi e dagli ospiti della nostra città. Il Covid 19 ,del resto,ha fatto emergere ancora di più l’importanza della presenza del verde nella città.

Occorre dare un segnale forte alla cittadinanza dimostrando che si può agire in tempi rapidi operando in modo trasparente e partecipato.La riqualificazione di Piazza Sant’Antonio e
Pozzo Dolce potrebbe costituire il primo importante esempio ,a Termoli,di urbanistica partecipata.

A titolo esplicativo proviamo a formulare una proposta di indizione di un concorso di progettazione in due gradi, ai quali concorrenti si richiederà nel corso del primo grado un progetto preliminare e, nel secondo grado, la presentazione di un progetto definitivo. Il vincitore avrà diritto, se in possesso dei requisiti richiesti, a sviluppare il progetto esecutivo.
Per elaborare gli obiettivi del progetto e la documentazione del bando di gara, si potrebbe far riferimento a buone pratiche di progettazione, come ad esempio i progetti sviluppati dal gruppo di lavoro di sei giovani architetti costituito da Renzo Piano,il G124 (dal numero dell’ufficio che Renzo Piano occupa in Senato da quando è senatore a vita), con il compito di elaborare una serie di progetti su diversi aspetti delle periferie, tra cui il verde urbano.

Nel nostro caso,pur essendo l’area centrale e non periferica, appare chiaro che ciò di cui necessita è proprio un’operazione di “ricucitura del tessuto urbano”. Altro esempio da cui prendere spunto è il progetto “Prato Urban Jungle”,partito ufficialmente il 28 febbraio 2020 e fnanziato dalla Commissione Europea con 3,8 milioni di Euro nell’ambito del bando Urban Innovative Action 2019 . Il progetto, coordinato da Stefano Mancuso (botanico,professore all’Università di Firenze, ha raggiunto un prestigio mondiale per le sue ricerche nel campo della neurobiologia vegetale) e da Stefano Boeri (architetto,urbanista,noto per i suoi progetti architettonici di “bosco verticale”) mira a rinaturalizzare alcuni quartieri di Prato in modo sostenibile e socialmente inclusivo attraverso lo sviluppo di “giungle urbane”.

Un progetto molto innovativo che potrebbe fornire non pochi spunti per la riqualificazione delle nostre due piazze. Suggeriamo pertanto all’Amministrazione comunale di Termoli di consultare per la genesi del bando di gara figure di rilievo come i protagonisti degli esempi sopracitati, che darebbero un contributo fortemente innovativo sia per i requisiti progettuali da richiedere ai concorrenti partecipanti al concorso di progettazione che per la partecipazione dei cittadini al processo di riqualificazione urbana.

Da ultimo,ma non per importanza, sentiamo di dover sottolineare la necessità di un Piano Urbano del Traffico e di un Nuovo Piano Regolatore per Termoli che abbia tra i suoi principali capisaldi il ricompattamento della città e il consumo di suolo zero.E’ sotto gli occhi di tutti che l’assetto urbanistico di Termoli,per come la città è cresciuta negli ultimi decenni,presenta molte criticità,mentre nuove colate di cemento sono in agguato sulle residue zone ad alto valore paesaggistico e naturalistico, finora rimaste immuni dalla speculazione edilizia. Sarebbe pertanto quanto mai opportuno avviare un ampio dibattito che metta a fuoco tutte le problematiche così come evidenziate dagli abitanti stessi della città, in base al loro vi
concreto vissuto.Le linee guida per la redazione del nuovo strumento urbanistico potrebbero così scaturire da un auspicato processo partecipativo.

Nel concludere diciamo con chiarezza che questa volta l’Amministrazione comunale non può più giocare al rinvio . Prenda il coraggio a due mani e cominci col rispondere positivamente alle prime tre richieste da noi formulate. In mancanza di una sollecita e inequivocabile decisione in tal senso ,non resta che la via democratica del Referendum cittadino così come stabilito nell’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 22 luglio 2019 .

Associazione No Tunnel e Coordinamento No Tunnel

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