Su ogni cocuzzolo una comunità, in Molise come in tutto l’Appennino meridionale. Una ristampa per la ricostruzione storica di Luigi Baranello

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“Ferrazzano nella storia – Memorie e Documenti” é il testo che, come da più parti sottolineato, meglio rappresenta i trascorsi storici di questo piccolo borgo e di tutto il Molise. Ieri mattina, a palazzo Chiarulli, nel corso di un evento per la presentazione di una ristampa del volume del professor Luigi Baranello, la figlia Angela ha espresso soddisfazione nel veder realizzato il sogno del papà  “di far camminare Ferrazzano nella storia”.

Attraverso le nuove generazioni. Infatti gli alunni delle scuole medie, presenti in platea, riceveranno una copia omaggio del testo e l’amministrazione  comunale metterà in palio un bel premio per la miglior recensione. Con una relazione puntuale ed efficace, la docente Unimol, Elisa Novi  Chavarria, ha spiegato la mission del lavoro di Gino Baranello. Una scrittura per ripercorrere il passato di una comunità che per almeno 12 secoli si è interfacciata con gli eventi del Mezzogiorno, del Mediterraneo e dell’Europa.

In un contesto geopolitico risalente già ai Longobardi, ai Normanni, fino all’unità d’Italia. Allorché il timore che queste realtà più piccole potessero perdere la propria identità,  determinò l’esigenza di mettere nero su bianco tutto il patrimonio di conoscenze acquisite. Oggi, nell’epoca della globalizzazione, si è dato spazio all’idea di una ristampa per il desiderio di un ritorno alle radici. 

Le fonti da cui  ha attinto Luigi Baranello (1933-2005) sono gli scritti di Francesco Saverio De Sanctis (1817-1883) oltre a vari atti presenti nei nostri archivi lasciati da notai originari di Ferrazzano. Giovani che si recavano a studiare fuori regione portando in serbo la propria terra. Perché la storia si ripete……

“Tale iniziativa – ha concluso il primo cittadino, Antonio Cerio – deve rappresentare il punto di partenza per sollecitare la curiosità dei ragazzi, accrescere in loro il sentimento di appartenenza nonché l’orgoglio di poter valorizzare e promuovere  le cose del nostro passato”.

Rossella Salvatorelli 

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