Rc Auto. Il decreto “Destinazione Italia”, è un regalo alle compagnie assicurative

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rc auto1Un grido d’indignazione si sarebbe già dovuto levare da tutto il Parlamento dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 145, denominato “Destinazione Italia”, alla lettura dei provvedimenti emanati in materia R.C.Auto.Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, peraltro professionista del settore da oltre trentacinque anni impiegato in una primaria azienda del settore, si tratta di una serie di norme liberticide, incostituzionali, ma anche un miscuglio di obbrobri pseudogiuridici volti a favorire, senza troppe remore, lo strapotere della lobby delle compagnie assicurative di fronte ai diritti sempre più compromessi di danneggiati, vittime della strada e imprese artigiane.

Perché dietro la paventata diminuzione delle tariffe, e ci vorrebbe pure che le stesse non dovessero diminuire dopo anni in cui si sono modificate le normative in favore della riduzione senza tanti effetti, si emanano ulteriori norme che ledono in un tutt’uno il diritto alla difesa delle vittime della strada – danneggiati, la libertà d’impresa delle piccole aziende artigiane che costituiscono un importante ossatura del tessuto produttivo nazionale, e gettano sulla strada migliaia di professionisti del settore.È sufficiente leggere l’articolo 8 del decreto, per comprendere immediatamente le intenzioni del governo che lungi dal favorire la libera concorrenza in un mercato in cui in questi anni, nel silenzio di IVASS e Antitrust, si è assistita una concentrazione senza precedenti, pone in essere una serie di norme che da una parte vincolano le compagnie sugli sconti da applicare e dall’altra, come già detto comprimono una serie di diritti e libertà costituzionalmente garantiti. Tra tutti: il diritto alla difesa ed al giusto risarcimento dei danneggiati-vittime della strada e la libertà d’impresa.Sembrano norme scritte dall’ANIA, c’è poco da dire, perché obbligare di far risultare testimoni già nella denuncia di sinistro (che spesso è fatta nell’immediatezza e nella turbinio dell’evento sinistroso), i quali, ove non preventivamente indicati non potranno essere ascoltati dal giudice in un eventuale processo, ridurre farraginosamente il termine della denuncia di sinistro a soli tre mesi, quando la prescrizione è biennale inserendo tale norma che riguarda l’istituto della decadenza nel codice civile in un articolo che riguarda la prescrizione, obbligare i danneggiati a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate con le compagnie a danno dei riparatori non uniformati e quindi del diritto a scegliere chi mi deve riparare l’auto o meno, obbligare, nei fatti, i danneggiati che hanno subìto lesioni a rivolgersi ai medici delle compagnie, limitare il risarcimento al solo valore di mercato del mezzo in caso di danno superiore al valore antesinistro, eliminare il “danno psichico” come figura di danno risarcibile, non è altro che un modo per favorire spudoratamente le assicurazioni!Per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti”, rivolge un accorato appello a tutte le forze parlamentari, al segretario del partito di maggioranza, Matteo Renzi, da sempre dichiaratosi sensibile ad accogliere le istanze che vengono dai più deboli, e nel caso di specie delle vittime della strada, dei danneggiati e delle imprese artigiane affinché vengano stralciate dal decreto in sede di conversione queste norme che violentano diritti garantiti dalla Nostra Carta Fondamentale.Nel frattempo ricordiamo la grande mobilitazione dell’11 gennaio 2014 a partire dalle ore 10:00 a Bologna presso il ZanHotel Europa via Cesare Boldrini n 11, indetta da decine e decine di associazioni tra Vittime della Strada, artigiane, professionali, con un intento comune: la tutela dei diritti dei danneggiati, e la forte contrarietà alle misure del decreto “Destinazione Italia” in materia di RC auto.

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