Quello che non ti aspetti : Campobasso e Isernia tra le dieci città italiane più attrattive per gli investimenti industriali

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Secondo una graduatoria stilata da Unioncamere e REF ricerche, sui comuni dov’è più facile fare impresa, Isernia e Campobasso sono tra le dieci città italiane più attrattive per gli investimenti industriali e per le nuove attività economiche. Su 101 Comuni osservati, Isernia e Campobasso si sono classificate avanti alla prima delle metropoli in graduatoria, Milano, perché il servizio idrico integrato è più efficiente sia in termini di qualità tecnica (perdite delle reti) che di tariffe e non solo: forniscono un buon servizio elettrico ai cittadini e a chi vuole fare imprese. La ricerca non ha analizzato il problema infrastrutturale, ma ha incrociato le valutazioni di qualità e i costi dei servizi pubblici locali.
Grazie a questa ricerca, agli occhi dell’Italia e degli italiani il Molise lancia un’immagine insolita: una regione che nonostante le tante difficoltà cerca di rialzarsi mostrando una capacità  attrattiva verso l’industria. Se si analizzano gli ultimi dati occupazionali, pubblicati dall’ISTAT, anche il mercato del lavoro ci da segnali positivi e rassicuranti anche se non siamo ritornati ai valori pre-crisi. Il settore dell’agricoltura è quello che aiuta la ripresa ma non sono da sottovalutare le nuove assunzioni in FIAT che favoriscono il rilancio delle produzioni e faranno da traino a tutto il settore metalmeccanico. Secondo l’analisi elaborata dall’Ufficio Studi “M.Ciancaglini”, relativi al II trimestre 2015, le persone occupate sono incrementate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma ancora non sono stati recuperati i livelli del 2008. Il tasso di occupazione dei molisani, tra i 15 e 64 anni,  segnala un aumento passando dal 49,8% nel 2014 al 50,9% nel 2015. Nel confronto con il primo trimestre del 2014, le persone in cerca di occupazioni sono sempre 17 mila e il tasso di disoccupazione si mantiene quasi stabile, ma tutti gli indici restano ben lontani dai  valori precedenti alla crisi.
L’estate si è aperta con le anticipazioni del Rapporto Svimez che denunciavano un Mezzogiorno oramai abbandonato a se stesso che ha pagato, anche il Molise, un conto salato per la recessione economica in termini di disoccupazione e di povertà, ma la nostra regione sta cercando di rialzarsi e per farlo serve il contributo di tutti.
Bisogna rimboccarsi le maniche e non stare a guardare, bisogna lavorare per favorire la vita delle imprese e l’attrazione di nuovi investimenti e posti di lavoro in Molise. E’ giunto il momento di costruire una solida ripresa e un’occupazione stabile con un confronto, a tutto campo, con il mondo imprenditoriale e le istituzioni, locali e regionali e una forte condivisione degli impegni, come è avvenuto per il riconoscimento dell’area di crisi. Per favorire la crescita nella nostra regione è necessario  utilizzare al  meglio le risorse  disponibili, come quelle dei Fondi europei e nazionali disponibili per la nuova programmazione 2014-2020.

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