Poste: nessuno vuole la privatizzazione. Nessuno la vuole ma comunque si fa

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posteIl Segretario della CISL Poste Molise Antonio D’Alessandro, intende chiarire alcuni passaggi, circa la privatizzazione di Poste Italiane: “come succede dappertutto, il proprietario decide cosa fare della propria Azienda, in questo caso l’Azionista di riferimento è il Ministero del Tesoro, proprietario del 100% delle Azioni, il quale decide il da farsi.
Premesso questo, gli elettori Italiani, come in ogni democrazia, giudicheranno con il proprio voto il risultato politico di alcune scelte, in questo caso delle privatizzazioni.

Considerato il momento economico disastroso, il Governo mette sul piatto della bilancia da una parte il finanziamento della Cassa Integrazione Ordinaria, della Cassa Integrazione Ordinaria Speciale, nuove tasse, ect. e dall’altra le privatizzazioni.
La verità è che noi siamo figli di una Politica che non funziona molto bene, un po’ allo sbando e non sempre fa le giuste scelte, e noi siamo figli due volte di questa politica: come cittadini e come dipendenti delle poste, e subiamo queste ingiustizie. Questa Politica, alla fine, è capace anche di mettere i Postali contro milioni di elettori Italiani.
In una situazione del genere cosa può fare il Sindacato? Una cosa è certa, salvare tutto ciò che è possibile salvare, lavoro e lavoratori, poiché il Consiglio dei Ministri potrebbe fare anche lo spezzatino di Poste Italiane, come già annunciato meno di sei mesi fa, come la vendita di Poste Vita, come ancora la vendita del Bancoposta o altro settore.
È opportuno che, invece di fare sterili polemiche, si pongano dei paletti oltre i quali non si deve di andare. Noi della CISL Poste che da sempre guardiamo al sodo, dobbiamo cercare di proteggere il più possibile chi ci lavora in questa Azienda e il numero degli addetti. I nostri paletti sono rigidi, oltre il quale non si va. Tanti altri stanno facendo chiacchiere, evitando di entrare nel cuore della questione e proporre qualcosa di costruttivo, altri evitano addirittura di parlarne.Le nostre richieste prevedono garanzie e tutele:
1) che Poste Italiane sia controllata dallo Stato;
2) che il 5% delle azioni vengano date gratuitamente ai lavoratori come forma di riconoscimento/risarcimento dei sacrifici fatti per il risanamento del Bilancio Aziendale e per gli utili raggiunti;
3) che ci sia un rappresentante dei lavoratori nel Consiglio di Amministrazione a controllo delle scelte politiche ed economiche dell’Azienda.
Lo scenario può variare, noi vigileremo e cercheremo, in ogni modo, di proteggere il più possibile i lavoratori e il lavoro”.

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