Msica/ I Funk Off aprono la 15^ edizione di Jazz in Campo – Jazz in Galdo

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Saranno i Funk Off, con il loro travolgente sound, ad aprire domani, sabato 6 luglio, la 15ma edizione di Jazz in Campo – Jazz in Galdo. Il festival debutta quest’anno con la grande novità della nuova location, il Tratturo dei Re, nel territorio di Campodipietra, a pochi minuti da Campobasso. L’area ospiterà l’atteso concerto della band diventata il simbolo di Umbria Jazz tanto che anche quest’anno, subito dopo il concerto molisano, sarà di nuovo protagonista a Perugia dove i Funk Off suoneranno in tutte le serate di Umbria Jazz. Dopo oltre 20 anni di attività e più di 800 concerti la prima funky marchin’ band italiana ha legato a quest’accezione un tipo di musica che unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, ad uno stile e ad una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. Sulla loro scia decine e decine di gruppi simili sono nati in Italia, ma la loro energia, la loro grinta, il loro affiatamento e l’originalità della loro musica, scritta e arrangiata da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, sono uniche ed inimitabili.
Nati nell’inverno del 1998, dopo una intensa attività live arrivano all’attenzione dei responsabili di Umbria Jazz. Voluti nel 2003 come ospiti in occasione del trentennale di Umbria Jazz, hanno colorato e riempito di energia di funk e soul, jazz e R&B le strade di Perugia, approdando poi sul palco di un entusiasta James Brown. Da allora la band è stata sempre presente in tutte le altre edizioni del celebre festival perugino. Dario Cecchini, musicista con una carriera più che ventennale sia in ambito jazzistico (Lee Konitz, Natalie Cole, Kenny Wheeler, Eumir Deodato, Maurizio Giammarco, Stefano Bollani) che pop (Eros Ramazzotti, Jovanotti, Biagio Antonacci, Giorgia, Alexia) è il Deus ex machina e fondatore della band. E’ presente in oltre 30 Cd dei quali 8 come leader. Nelle sue composizioni ritmi funk, latini e rock si fondono in brani con strutture che a volte si rifanno al jazz e a volte se ne distaccano completamente, senza preclusioni di stile e sonorità. Con i Funk Off analizza e sviluppa il concetto di “banda” fino ad estremizzarlo in tutte le sue componenti: armonica, timbrica, ritmica e visiva. I Funk Off in questi anni hanno collaborato, live e in studio, con Paolo Fresu, David Liebman, Horacio “El Negro” Hernandez, Stefano Bollani, Gegè Telesforo, Maurizio Giammarco, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Gianluca Petrella, Antonello Salis, Bengi Benati, Crystal Whyte. Hanno suonato assieme a Zucchero sul palco dello Sugar Night 2000 a Forte dei Marmi e nel 2002 hanno aperto cinque concerti del tour “Il Quinto Mondo” di Jovanotti.
In Europa hanno suonato al carnevale di Patrasso (Grecia), al Festival di Aurillac (Francia) e al Festival Sete Sois Sete Luas a Castro Verde e Santa Maria da Feira (Portogallo), al Montreux Jazz Festival e all’International Jazz Festival di Istanbul. Nel gennaio 2004, sono partiti alla volta di New York dove sono stati ospiti della International Association for Jazz Education e dove hanno suonato con le migliori marchin’ band di tutto il mondo. Nel 2005 hanno effettuato un tour in Australia dove hanno partecipato ad Umbria Jazz Melbourne portando la loro energia nel principale festival jazz del continente australe. Hanno inoltre avuto grande visibilità mediatica grazie alle seguitissime performance nello show di Renzo Arbore su Rai 1, ‘Speciale per Me’, alla particolare apparizione sul palco di Sanremo con Alexia durante il 55esimo Festival della canzone italiana e esibendosi sul palco del concerto del Primo Maggio, a Roma, davanti a 500mila persone. La loro incessante e travolgente attività live li ha visti esibirsi anche al Vitoria Jazz festival in Spagna, al London Jazz Festival e a Time in Jazz in Sardegna.
Il programma della serata inaugurale di Jazz in Campo – Jazz in Galdo prevede alle 21 la presentazione del progetto “Viaggio sul Tratturo dei Re”, a seguire il concerto dei Funk Off e infine il dj-set di Edoardo Furno. Come sempre ci sarà un’area dedicata all’enogastronomia locale.

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