Molise di qualità/ Agriturismo ‘Morgia dei briganti’, non solo ristorazione

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Molise di qualità è un’iniziativa del gruppo Terminus volta a far conoscere prodotti e servizi molisani di particolare pregio e attenzione nella loro realizzazione. Per saperne di più i lettori potranno contattarci ai seguenti recapiti: 0874.98926 (sede di Campobasso), 0875.85240 (sede di Termoli) o inviare mail a:moliseccellenza@gmail.com.

Per i lettori di ‘Informamolise’ che vorranno prenotare e acquistare i prodotti e i servizi di ‘Molise di qualità’ saranno riservate delle promozioni specifiche dalle aziende inserite nel progetto.

Oggi vi proponiamo l’azienda ‘Morgia dei briganti’ della famiglia Ciccarella.

Il paesaggio è quello di altri tempi, nei pressi di Salcito in Contrada Pietravalle ;all’agriturismo si accede lasciando la strada provinciale 41. Ci si trova immersi in un intenso verde fatto di vigne e alberi da frutta che costeggiano la strada d’ingresso. Una volta arrivati, si può già intuire il significato del nome dell’azienda; ciò che colpisce nell’immediato è questo imponente roccione di forma piramidale come un pinnacolo. In vetta proprio sotto la punta si scorge la prima grotta chiamata la “chiesetta”, alla base altre grotte e ripari ombreggiati da imponenti querce.

L’agriturismo che occupa metà del casolare è di un rosso pompeiano che dà subito all’occhio, la parte sottostante dove è situato l’agriturismo era la vecchia stalla del casino Portone (il casino era una masseria in campagna di proprietà di famiglia nobile dove vivevano i mezzadri che custodivano l’abitato e lavoravano i terreni di suddetta famiglia). La costruzione del casino Portone è datata intorno al 1870 invece la parte superiore è di costruzione recente, risalente al 1976.

L’agriturismo ‘Morgia dei briganti’ è un’azienda a conduzione familiare, come nella migliore tradizione molisana, gestita dalla famiglia Ciccarella. Entrando nel locale ad attendere i clienti c’è Luigi, un bel ragazzone moro dai modi garbati e gentili sempre sorridente e disponibile. L’atrio del locale è ricco di foto-ricordo, dietro il bancone ricavato da un antico “cascione” del grano costruito artigianalmente troviamo una piccola bacheca; di fronte è appeso lo stemma araldico della famiglia Ciccarella, appena sottostante c’è una pietra incastonata a rilievo dove sono scolpite delle parole in latino che citano: “Labor hominem elevat, humilitas magnum extollit” (“Il lavoro nobilita l’uomo, l’umiltà lo rende grande”). Sull’altra parete prima di accedere alla sala da pranzo c’è un’altra piccola bacheca che racchiude un po’ tutta la storia rurale della vecchia azienda Ciccarella. Entrando nella sala da pranzo sulla sinistra al centro della parete c’è disegnata la famosa ‘morgia’ contornata da cornice in gesso; il disegno è stato realizzato da una componente della famiglia. Sulla parete destra della sala, chiudendo una vecchia finestra, è stata realizzata una piattaia in legno massello di quercia; al centro della parete frontale è appesa una grande ruota in legno di un vecchio carro da trasporto. Il soffitto è stato realizzato a ‘voltine’ con travi in ferro rispettando l’architettura dell’epoca di costruzione della stalla. Alla parete frontale e quella di spalle si è ridato l’aspetto nudo della costruzione; per il pavimento è stato usato un semicotto porcellanato in quattro tonalità di colore chiamato terre fiorentine, posizionato a rombo per tutto il perimetro dell’agriturismo.

In cucina ci sono Antonino e la moglie Antonella; appena entrati si nota un grande barbecue, la brace prodotta è rigorosamente tutta legna di quercia, il fumo è a tiraggio forzato. La maggior parte dei cibi cucinati sono di produzione propria, dal vino agli insaccati, la pasta fresca, la carne di maiale, polli, conigli, verdure stagionali, passate di pomodoro, legumi (ceci, fagioli, cicerchie). In totale l’azienda ha un fondo di circa 15 ettari in seminativo tra grano duro, orzo, favino, grano tenero e del foraggio per il rinnovo terreno.

I Ciccarella stanno portando avanti anche un progetto di valorizzazione e recupero della tradizione, facendo rientrare in produzione un’antica varietà di grano duro, il “Senatore Cappelli”, di cui si erano perse le tracce. L’azienda, situata quasi in alta montagna, non dispone di uliveto; pertanto viene acquistato dall’oleificio Pallotto di Bagnoli del Trigno che per le sue qualità organolettiche si è visto riconoscere il marchio D.O.P. L’azienda dispone di un vigneto a filari, di una stalla per l’allevamento di maiali da ingrasso e magroncelli (destinati alla brace e agli ottimi insaccati), adiacente c’è un box per l’allevamento di uno o due vitelli sempre destinati all’agriturismo.

La cucina è quella tipica del luogo. Dice Antonino: “La definirei una cucina di “nicchia” visti i pochi posti a disposizione e la produzione di prodotti agricoli coltivati in azienda, che definisco biologici, sia per il sistema di coltivazione che per la concimazione del terreno e per la lotta antiparassitaria caratterizzata da poltiglia bordolese e zolfo. Vicino ai fornelli troviamo mia moglie Antonella: per me lei è imbattibile e lo testimoniano anche i complimenti che riceve dai clienti. A volte la vedo in difficoltà, ma lei riesce sempre a venirne a galla con successo e mettendo in primis i buoni consigli riesce a tirar fuori il meglio di sé, cucinando dei piatti tipicamente rustici dandogli i sapori e i profumi della buona cucina di una volta”.

Con il titolare siamo entrati nello specifico delle prelibatezze proposte.

Faccio degli esempi: l’antipasto tipico, prosciutto o spalla, pancetta arrotolata o a pezzi, guanciale, salsiccia, soppressata, filetto con lardo, formaggio vaccino misto con rucola o noci, la ‘lesconda’ (pane fritto con uovo e tartufata). Usiamo sott’oli di stagione fatti da noi; fuori stagione si usa la tipica giardiniera. Per i contorni usiamo: insalata di pomodori, cetrioli, tortarelle, insalata canasta, lattuga romana, cicoria lessa, bieta all’agro, patate lesse o al forno. Poi abbiamo gli assaggini caldi che fanno parte sempre dell’antipasto: zuppa di legumi e cereali misti con crostini di pane, cicerchie con pancetta di maiale e verza, lenticchie col tartufo, fegatino di agnello al sugo con i ceci, la famosa mollicata con cicoria campestre con pezzetti di salsiccia e uova saltate in padella.

I primi piatti: sagne a pezzate con sugo di cinghiale, sagne e fagioli con cotenne di maiale, cavatelli al sugo di costatine di maiale, oppure con broccoli e salsiccia, tagliatelle con funghi porcini e tartufo. A questo abbiamo abbinato due piatti estivi per gli incontentabili che comunque vanno bene anche d’inverno; tagliatelle al pesto di rucola, mandorle e pinoli con l’aggiunta di pecorino semi stagionato, oppure tagliatelle verdi impastate con ortica bollita saltate con burro, salvia e noci. Una vera bontà. Passiamo ai secondi: arrosto misto alla brace con maiale e agnello, bistecche di vitello alla brace su richiesta, formaggio vaccino alla piastra semplice oppure insaporito con tartufo o miele. Su richiesta, baccalà servito in vari modi ad esempio in pastella, lessato al forno con patate, al sugo con cipolla oppure sempre al forno con peperoni rossi e olive nere, su richiesta anche coniglio farcito, pollo alla cacciatora, tronchetto di maiale al forno ed altro ancora. Insomma un connubio di sapori e profumi dimenticati nel tempo, una cucina semplice e schietta come siamo noi molisani, popolo fiero e rispettoso, orgoglioso di essere sannita”.

L’agriturismo ‘Morgia dei briganti’, quindi, non è solo gastronomia di qualità, ma anche cultura della tradizione e rispetto di un ambiente bello ed incontaminato

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