Minoranza in consiglio regionale: Aziende in crisi e nessuna prospettiva per i giovani

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cons reg“Il 2013 è ormai giunto al termine. Con quale risultato? Aziende in crisi e nessuna prospettiva per i giovani”.  A far presente una situazione di stallo che non accenna a mutare, malgrado i tanti annunci, è la coalizione di minoranza in consiglio regionale, che venerdì ha presentato l’ennesima interrogazione urgente. “Secondo l’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia, analisi n. 37 del novembre 2013 – si legge nella nota a firma di   Angiolina Fusco Perrella, Giuseppe Sabusco, Nico Romagnuolo Salvatore Micone, Nicola Cavaliere –  in Molise risulta che non si è ancora interrotta la nuova fase recessiva avviatasi nella seconda metà del 2011. L’attività economica in regione rimane fiacca, gravata dalla debolezza dei consumi delle famiglie, dall’ulteriore flessione dell’export e dalla limitata propensione a investire delle imprese.

Non si sono manifestati i tenui segnali di stabilizzazione, emersi nel quadro economico nazionale; nell’industria, quasi la metà delle imprese ha segnalato una riduzione del fatturato nei primi nove mesi dell’anno, solo un quinto in aumento. L’attività edilizia ha continuato a contrarsi, raggiungendo livelli storicamente contenuti. Nei servizi, si sono significativamente ridotti i flussi turistici diretti in regione; l’occupazione in regione è diminuita, più che nelle altre regioni del Mezzogiorno, nonostante il perdurante ricorso agli ammortizzatori sociali. All’aumento del numero di disoccupati (47,1 per cento) si è associato quello degli inattivi, in particolare di coloro che, pur disponibili a lavorare, non cercano attivamente lavoro; la debolezza del quadro congiunturale ha continuato a incidere negativamente sulla qualità del credito: all’acuirsi delle difficoltà di pagamento delle imprese si sono aggiunti i primi segnali di anomalia delle famiglie, manifestatisi in una più elevata incidenza dei crediti deteriorati. Inoltre – continuano i consiglieri di minoranza – nei primi nove mesi dell’anno si è intensificato il ricorso alla Cassa integrazione, con un incremento nel 10,9 per cento del numero di ore autorizzate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (5,1 per cento nel 2012). Al forte aumento della cassa ordinaria (92,8 per cento), dovuto prevalentemente al polo meccanico della provincia di Campobasso, si è contrapposto un calo di quella straordinaria e in deroga (-29,5 per cento).
In sede di Consiglio Regionale la nostra attività è sempre stata diretta ad individuare e sollecitare soluzioni per risolvere criticità importanti relative alle condizione dei lavoratori e delle imprese. Ne sono testimonianza le seguenti interrogazioni presentate:  nn. 102 e 131 – Situazione centro-socio educativo per diversamente abili “Rosanna Benzi” e casa famiglia “Dopo di noi” gestiti dall’A.Fa.S.eV. di Isernia;  n. 160 – Situazione occupazionale del personale infermieristico della Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II;  n. 179 – Chiusura dello stabilimento Vibac, ubicato nell’area del Consorzio per lo  Sviluppo Industriale della Valle del Biferno; n. 194 – Progetto di Ricerca “Fonti rinnovabili in Molise: investimenti, ricadute occupazionali e nuove professionalità”; n. 218 – Situazione occupazionale dei 60 lavoratori dell’impresa As.Tec. s.r.l. di Pozzilli; n. 227 – Vertenza lavoratori Co.dis.Al – ex Solagrital; – Situazione avventizi di Gam, per i quali sono stati suggeriti interventi di sostegno al reddito; vertenza lavoratori della Esattorie spa; situazione della società Korai srl e delle dodici unità lavorative impiegate in essa.
Ma – si legge nella nota – molte delle interrogazioni presentate nell’aula del Consiglio Regionale e portate all’attenzione del Presidente di Giunta e del Vice Presidente sono ancora in attesa di una risposta; il tutto mentre alcune situazioni, come quella relativa ai lavoratori Codisal (che chiedono con forza il reintegro in Gam, i quali su consiglio di un esperto hanno aperto la procedura di conciliazione) continua a restare gravissima.
 Vorremmo inoltre ricordare che ci sono a disposizione dell’attuale maggioranza 5 milioni e 400 mila euro, già deliberati dal precedente Governo regionale, per il rilancio dell’occupazione giovanile mediante la riproposizione della quarta annualità del bando “Giovani al lavoro”; a disposizione della Giunta Regionale c’è anche il progetto interregionale Abruzzo – Molise “Piano integrato – Giovani Molise 2011-2013”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per un totale di € 8.708.000,00, di cui € 5.008.000,00 trasferiti alla Regione Molise per il Programma “Obiettivo Giovani” e € 3.700.000,00 affidati ad Italia Lavoro per lo sviluppo dei Programmi “Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale” e “Innovazione per l’occupazione-Scuola ed Università”; oltretutto è doveroso sottolineare che dopo l’approvazione  della Legge Regionale n. 13 del 29 luglio 2013 “Disposizioni in materia di tirocini”, con Delibera di Giunta Regionale n. 600 del 18 novembre 2013 è stata approvata la “Direttiva attuativa” ma al momento non è stato ancora pubblicato il bando.
Perciò – continua il documento congiunto dei consiglieri – chiediamo al Presidente della Giunta Regionale del Molise Paolo di Laura Frattura e al Vice Presidente della Giunta Regionale Michele Petraroia come intendono procedere per tutelare la condizione di tutti i lavoratori coinvolti, predisponendo non solo politiche passive, ma anche rilanciando interventi di politica attiva del lavoro e progettando piani di rilancio delle aziende coinvolte.
Siamo consapevoli della complessità del momento – dicono i consiglieri – e proprio per questo è necessario dare una sterzata decisiva e attivare subito delle politiche attive per far crescere la regione, ‘bloccata’ ormai da quasi un anno in uno stato di impasse. Nel nuovo anno – continuano i consiglieri – bisognerà trovare delle soluzioni concrete per evitare pesanti ricadute sulla nostra comunità.
Lavoro e sanità sono solo alcuni dei temi da affrontare. Ma tanti ancora sono i problemi da risolvere. Noi ci saremo, anche nel 2014. In maniera costruttiva.  Senza confusione di ruoli.     Perché – conclude la nota – non dobbiamo perdere di vista un assunto fondamentale: noi politici abbiamo un diritto-dovere primario, quello di essere la voce del cittadino”.

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