Lettere in Redazione/La “modernità” del giorno d’oggi: i senzatetto

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Riceviamo e pubblichiamo da una nostra lettrice

Caro direttore,

La scomparsa del senzatetto di Termoli, Angelo, mi ha lasciato un grande amaro in bocca. Non avrei detto che la piccola cittadina balneare fosse anch’essa, alla pari delle grandi città, luogo in cui si consuma l’ingiustizia umana. Purtroppo bisogna rendersi conto che quest’ultima non ha confini territoriali.
Non volendo intessere il mio discorso di retorica, mi sento solo di dire che certi episodi devono indurci a pensare a quanto poco facciamo per gli altri che soffrono, a quanto viviamo rinchiusi nel nostro microcosmo, e a quanto ci spaventiamo nel compiere un gesto di carità verso i meno fortunati. Se si unissero i nostri singoli piccoli passi in avanti, il mondo andrebbe decisamente meglio.
Nell’era della tecnologia, dell’accorciamento delle distanze attraverso quest’ultima, della cosiddetta modernità, ci sono ancora i senzatetto. E c’è ancora l’indifferenza. Questa è modernità?
Angelo non aveva scelto la vita di strada, vi era stato costretto a causa delle vicissitudini. Quindi i sensi di colpa di noi che un tetto lo abbiamo aumentano, perché i “clochard per scelta” se non altro tacitano, in qualche modo, la tua coscienza.
Non intendo sbandierare un caso personale, ma poiché mi è capitato di dare in gestione a persone in difficoltà un piccolo appartamento, mi è venuto da pensare: perché tante case disabitate non possono tornare a vivere accogliendo chi è in ristrettezze come Angelo? Soprattutto nei paesini, ce ne sono tante, ma se ci spostiamo nel centro storico di Campobasso, ne troviamo in egual numero. I Comuni dovrebbero dialogare con i proprietari attuando programmi intelligenti che, nel rispetto del principio di proprietà privata, possano dare accoglienza a chi ha perso tutto, magari attraverso gli istituti del comodato d’uso e dell’usufrutto. Anche a Campomarino ci sono seconde case davvero poco abitate per la maggior parte dell’anno: nel condominio in cui mi reco in villeggiatura ci sono almeno quattro appartamenti in cui i proprietari non fanno capolino da almeno due anni. Che senso ha?

Beh, caro Angelo, se non altro ci hai dimostrato quanto inconsistente sia la nostra vita, fatta di cura degli affari personali, di lamentele, di mancanza di coesione. Non possiamo neanche definirci “animali” perché questi ultimi vivono in branco e hanno ben chiaro il concetto di sostentamento reciproco.
Che tu possa essere più felice nel luogo della verità in cui sei adesso e scusaci tutti. Ciao.

(foto di repertorio)

Annamaria Tersiani

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