L’approfondimento/ Il Molise crolla e i giovani vanno via

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Una recente ricerca dello Svimez, che avrebbe meritato maggiore attenzione in Molise, ha di fatto sancito che la nostra regione è tra le poche, anzi quasi l’unica, a non aver avviato il processo di ripresa dalla grave crisi economica che ormai da un decennio attanaglia il nostro Paese e non solo. In una realtà evoluta sarebbero dovute seguire discussioni, si sarebbero organizzati tavoli operativi per studiare le soluzioni; invece chi deve decidere il nostro futuro, la classe politica, ha commentato freddamente o, nella quasi totalità, si è trincerata dietro un silenzio che la dice lunga sulla sua capacità organizzativa. Cosa sta succedendo in Molise e cosa non spiega quella statistica sui problemi della nostra regione? Lo dico freddamente: il Molise sta crollando ed i giovani vanno via! Il nuovo flusso migratorio sta depauperando il territorio e testimonia il fatto che essere piccoli non vuol dire riuscire a gestire meglio le situazioni. Il dato è complesso e cela un motivo di forte preoccupazione, perché questo nuovo flusso migratorio non è più quello della manovalanza, ma di giovani che hanno studiato ed hanno idee e progetti, che metteranno a disposizione di altri territori; ragazzi che vanno via sapendo che solo fuori dal Molise potranno crescere, che sono pessimisti sulle possibilità di tornare o non lo vogliono affatto. Parafrasando un noto film, rischiamo di diventare una regione per vecchi, dove chi ci abita alla fine può vivere con una certa tranquillità, ma che in prospettiva non avrà grosse possibilità di mantenere l’autonomia regionale, anche perché questa richiede parametri economici minimi di sussistenza.

C’è qualche possibilità di recupero in Molise? Prendo spunto dall’idea di Ulisse Di Giacomo, che ipotizza una strada percorribile. Dice l’ex-senatore “L’idea è nata in Spagna e Portogallo, dove lo Stato ha individuato alcune regioni per sperimentare la cd. “no tax area”, vale a dire territori in cui determinate fasce di cittadini fruiscono di favorevoli regimi fiscali. Come target sono stati individuati i pensionati, ai quali viene corrisposta la pensione senza trattenute, al lordo. Questa misura ha avuto come effetto immediato il trasferimento in quelle regioni di migliaia di persone, che hanno portato ad un incremento del numero dei residenti con un aumento della ricchezza e del PIL di quei territori”. La strada è percorribile, a patto che tutte le istituzioni locali la propongano all’unisono; boicottaggi politici e gelosie personali, che purtroppo sono nel Dna dei nostri amministratori, ci porterebbero solo allo sconquasso. Speriamo bene.

Stefano Manocchio

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