Indagine di 6 giovani ricercatori raccolta nel volume Sotto Esame. La vita degli studenti universitari al tempo del Covid-19. UniMol protagonista

198

Agli inizi di maggio 2020 è stata avviata un’indagine di ricerca su scala nazionale (dal titolo “La vita degli studenti universitari al tempo del Covid-19”) attraverso una survey online, con l’obiettivo di far emergere gli aspetti e la condizione di vita universitaria durante il primo lockdown, la fase 1 dell’emergenza sanitaria.

La ricerca è stata condotta da 6 giovani ricercatori universitari: Giuseppe Monteduro dell’Università degli Studi del Molise, Sara Nanetti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Davide Ruggieri dell’Università di Bologna, Michele Bertani dell’Università di Verona, Livia Petti dell’Università degli Studi del Molise e Matteo Moscatelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, all’interno di un progetto di ricerca del Prof. Fabio Ferrucci (Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università degli Studi del Molise).

Accolta con partecipazione l’iniziativa da parte della comunità studentesca. Oltre 16.000, tra studentesse e studenti, il campione che ha risposto al questionario di indagine. Una indagine che si è caratterizzata dal tentativo di acquisire dati non soltanto sulla didattica, ma più in generale sulla condizione degli stessi studenti universitari, cercando di comprenderne le opinioni e le considerazioni, in particolar modo di coloro i quali vivono, nelle diverse e varie forme, situazioni di maggiore fragilità e vulnerabilità – come gli studenti con disabilità e/o DSA. 

Dalla ricerca è emersa la presenza di marcate disuguaglianze (1 su 10 non ha un device o rete internet fissa, quasi 2 su 10 non avevano uno spazio adeguato in termini abitativi), 1 su 3 si è sentito depresso durante la fase del lockdown. Per alcuni tornare in presenza è la via preferenziale (42%), per altri (20%) meglio la didattica a distanza (perché lavoratori, già genitori, distanti dalla sede accademica).

Per gli studenti con disabilità la didattica a distanza è una importante opportunità (coloro che frequentano poco gli spazi accademici), per altri (frequentatori assidui) la didattica a distanza, se non correttamente integrata con la vita comunitaria accademica, rappresenta un rischio che può portare ad una perdita del proprio circuito relazionale “tra pari”.I risultati della ricerca sono stati raccolti in un volume dal titolo “Sotto Esame.

La vita degli studenti universitari al tempo del Covid-19”, curato da Giuseppe Monteduro (UniMOl) ed edito per Erickson, con la presentazione del Prof. Gaetano Manfredi, già Ministro dell’Università e della Ricerca, e la postfazione di Luigi Leone Chiapparino, Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.Il gruppo di ricerca è al lavoro per la seconda edizione dell’indagine che sarà avviata nelle prossime settimane.

Commenti Facebook