Cucina e dintorni/ I menù pasquali tra noto ed ignoto

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di Stefano Manocchio*
Parlare della tradizione gastronomica pasquale equivale a sfogliare una vera e propria enciclopedia della cucina, perché é quello il giorno, o meglio il periodo, in cui la tradizione gastronomica assume forme tra le più varie e complete rispetto a tutti gli altri periodi dell’anno, Natale compreso. Paese che vai tradizione che trovi: si parte dalle pietanze comuni a tutti, dalla lasagna all’agnello, la colomba pasquale e la pastiera, per passare alle pietanze di una sola regione, di una zona o di un singolo comune, o ancora di una comunità.
A Pasqua tutto diventa simbologia, dalla colomba della pace alla frittata. Forse non tutti sanno che, ad esempio, nella ritualità pasquale le uova sono il simbolo della vita che si rigenera; la frittata, quindi, diventa simbolo di fratellanza ed a Pasqua tutti partecipano alla sua preparazione dando alla pietanza un significato ecumenico. A Montaquila, poi, la frittata diventa la ‘frittatona’ e ad essa si abbina una sorta di ritualità non solo gastronomica, con significato popolare e di comunanza. Potremmo continuare all’infinito, ma non basterebbero pagine e pagine di descrizione. Buona Pasqua a tutti.
LA RICETTA DELLA SETTIMANA. Fusilli con provola e salsiccia. Far scaldare l’olio, con sale, pepe e trito di prezzemolo, poi aggiungere la salsiccia, meglio se sbriciolata, quindi far sfumare il vino bianco; una volta scolata la pasta versarla nella padella con la salsiccia e aggiungere fette sottili di provola, mettendo la fiamma al minimo, che dopo 30 secondi di mantecazione va spenta. Continuare a girare la pasta e il condimento in pentola e aggiungere ancora il prezzemolo e altro pepe, poi impiattare.
*giornalista appassionato di cucina

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