Cisl Poste: insieme riusciremo a venirne a capo

Il Segretario Interregionale della CISL Poste Antonio D’Alessandro, nella mattinata di oggi 29 aprile, in un incontro con i lavoratori postali della Provincia di Campobasso comunicava come la situazione in Azienda non è assolutamente rosea, l’utile in Poste Italiane S.p.A. nel 2013 era di 1005 milioni di euro, nel 2014 è sceso a 212 milioni di Euro, una perdita del 79%.   Un Piano Industriale – continuava il Segretario del Abruzzo Molise Antonio D’Alessandro – che non prevede un minimo di crescita e investimenti in Azienda che preoccupa il Sindacato e tutti i lavoratori.
Con questi dati e prospettive la quotazione in borsa del 40% di Poste Italiane S.p.A., inoltre il Governo potrebbe per necessità di fare cassa, essere tentato di spacchettare Poste, portando in borsa solo le parti appetibile come Poste Vita e il Bancoposta, creando una bad company, decretando la fine certa della “nostra azienda”.
Questa è la sintesi di ciò che sta succedendo – precisava il Segretario della CISL Poste Antonio D’Alessandro -, questo sta creando molto nervosismo all’interno dell’Azienda e tra i lavoratori, il fatto accaduto di recente a Milano, confronto tra lavoratori e l’Amministratore Delegato, è il riepilogo dell’assenza di prospettive, che inducono la SLP-CISL a forme di lotte diverse, senza sciopero per adesso, ma a tutela degli interessi e dei bisogni quotidiani dei lavoratori.
Proseguiamo con la campagna dei Diritti – evidenziava Antonio D’Alessandro -, al rispetto delle regole del manuale di sicurezza dell’Ufficio Postale. Regole che se seguite alla lettera rallenteranno i processi, evidenziando le palesi contraddizioni di un’azienda che si ostina a scaricare le proprie responsabilità e inefficienze sui lavoratori. Regole che al contrario se non seguite portano a pesanti sanzioni disciplinari (in alcuni casi alla proposta di licenziamento) a carico dei lavoratori.
In questo momento – concludeva Antonio D’Alessandro – è necessario muoversi con intelligenza, lasciar perdere coloro che non conoscono nemmeno il contesto e si muovono solo per provocare reazioni che non fanno nient’altro che aggravare l’ambito dei lavoratori stessi.
Quindi – esortava D’Alessandro – restiamo uniti, non lasciamoci tentare da falsi profeti, e insieme riusciremo a venirne a capo.

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