Al Neuromed un convegno sulle nuove terapie farmacologiche nei casi di fibrillazione atriale

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Sabato, 16 maggio 2015 a partire dalle ore 9:00 l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli promuoverà un convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) dal titolo “Nuovi anticoagulanti orali nella pratica clinica”. In questo convegno, di cui è Responsabile scientifico il dottor Giulio Selvetella, Dipartimento di AngioCardioNeurologia e Medicina Traslazionale dell’I.R.C.C.S Neuromed diretto dal professor Giuseppe Lembo, verranno approfonditi, in particolare, tutti gli aspetti sulle nuove terapie farmacologiche a base di anticoagulanti nei casi di fibrillazione atriale.
La fibrillazione atriale è un’aritmia frequente, che colpisce circa un milione di persone in Italia e che, potendo causare la formazione di trombi, aumenta di circa 5 volte il rischio di ictus cerebrale nella popolazione affetta. Un rischio che si amplifica in modo esponenziale con l’aumentare dell’età. L’ictus cerebrale è dal canto suo causa di mortalità, disabilità e, inevitabilmente, di costi notevoli per il Sistema Sanitario Nazionale, che in molti casi dovrà sostenere per un lungo periodo le persone colpite e sopravvissute.

La terapia raccomandata, proprio allo scopo di prevenire l’ictus cerebrale, è quella definita anticoagulante, che fino a poco tempo fa includeva soltanto gli antagonisti della vitamina K. Questi farmaci però presentano difficoltà nell’uso regolare:  hanno bisogno di controlli frequenti del sangue e possono interagire con particolari alimenti o altri farmaci,  mentre è sempre da considerare il rischio di emorragie. Tutti fattori che contribuiscono a limitare questo tipo di terapia.

Recentemente sono entrati in commercio nuovi anticoagulanti orali (come il rivaroxaban, il dabigatran e l’apixaban), più sicuri rispetto ai rischi collegati alle terapie precedenti. Questi nuovi farmaci, quindi, possono essere prescritti ad una più vasta popolazione con una maggiore copertura nella prevenzione dell’ictus cerebrale.

L’Health Technology Assessment (HTA) è uno strumento di valutazione multidisciplinare che prende in considerazione gli aspetti medici, economici, organizzativi, etici e sociali dell’introduzione di nuovi farmaci. La valutazione HTA dei nuovi anticoagulanti, e in particolare del rivaroxaban, ha dimostrato una riduzione di ictus cerebrale, embolia sistemica e infarto, con un risparmio complessivo di risorse sanitarie nonostante un incremento della spesa farmaceutica.

Il corso va incontro alla necessità di aggiornamento per conoscere le caratteristiche di questi nuovi farmaci, le raccomandazioni nelle recenti linee guida e il loro utilizzo nella pratica clinica.

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