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Premiazione della settima edizione del concorso letterario Come io vedo il mondo

  • redazione informamolise
  • 31 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Martedì 28 luglio si è svolta la cerimonia di premiazione della settima edizione del concorso letterario Come io vedo il mondo. L’evento, condotto dalla giornalista molisana Stefania Potente, è stato trasmesso anche in diretta streaming sui canali social dell’associazione, permettendo a un pubblico più ampio di seguire la manifestazione.



Il premio, patrocinato dal Comune di Castelbottaccio e dalla Regione Molise, si inserisce

nelle celebrazioni per il XXI anniversario di fondazione del circolo neoilluminista Donna

Olimpia Frangipane. L' associazione rinnova l' eredità della nobildonna che, tra la fine del

Settecento e l'inizio dell'Ottocento, diede vita a un salotto culturale nella propria dimora

baronale, diventando un punto di riferimento per il pensiero critico e il dialogo tra gli

illuministi molisani dell'epoca.


Il tema di questa settima edizione, L’Homo Digitalis è l’uomo del futuro ? ha spinto i

partecipanti a riflettere sul ruolo di una tecnologia ormai onnipresente e indispensabile per la nostra quotidianità. Ci si chiede se il predominio digitale sia destinato a sopraffare

l' essere umano o se l'uomo possa ancora governare gli algoritmi, i circuiti e le macchine,

riconquistando la propria dimensione profonda grazie alla forza e alla centralità del suo

pensiero.


Due le giurie coinvolte: la Giuria Tecnica, presieduta da Rosalisa Iannaccone, promotrice di iniziative culturali, e composta dalla scrittrice Simonetta Tassinari e da Antonella Presutti, presidente della Fondazione Molise Cultura, con il compito di valutare lo stile e la tecnica delle opere; e la Giuria Popolare, formata da lettori e soci Gianni Cicia, Presidente della Giuria Popolare, Monica Pepe e Anna Di Fonzo, attenta a premiare la piacevolezza della lettura e l'impatto emotivo dei testi.


Per ricordare Giuseppe Pittà, giornalista e poeta scomparso nel 2025 che per anni ha

collaborato con appassionato interesse alla realizzazione del concorso come membro della Giuria Tecnica, viene assegnato anche un premio speciale di poesia ‘Giuseppe Pittà’. Il riconoscimento viene assegnato, d'intesa tra le due giurie del concorso, al componimento che ha saputo maggiormente distinguersi tra quelli pervenuti.


Durante la manifestazione è stato proiettato il cortometraggio Sguardi liberi - Donna

Olimpia Frangipane, realizzato dal CPIA “Maestro A. Manzi” di Campobasso, guidato dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Valeria Ferra, in collaborazione con lo staff dello studio di produzione Moon di Roma. Il progetto nasce nell'ambito dell'iniziativa del Piano

Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dai Ministeri della Cultura e

dell'Istruzione e del Merito, alla cui realizzazione hanno contribuito attivamente

l'Associazione e il Comune di Castelbottaccio.


La pellicola intreccia la figura della baronessa -donna libera e moderna- con le storie delle donne immigrate che, come la nobildonna di Castelbottaccio, rischiano una grave marginalità se non riescono a dar voce alle loro esistenze in un territorio straniero.


Ricordando che nel rispetto delle regole del concorso stesso le due giurie sono

indipendenti fra loro e non conoscono i risultati l’una dell’altra, l’edizione 2026 vede

pertanto premiare, per la giuria tecnica:

 1° premio: racconto DECODIFICA 47-B di Giuseppe Mascolo –Napoli;

Commento: mondo umano e mondo animale in un futuro prossimo, in cui tutto ciò che è

chimica dei corpi e onda di sentimenti vengono sostituite dal controllo delle macchine,

dalla tecnologia iperpresente, che analizza, consiglia, impartisce ordini, in un mondo in cui l'umanità si è dissolta a vantaggio di bip e sensori. Nel racconto si intersecano piani

narrativi diversi, anzi, il vero piano narrativo è quello dell'animaletto, cavia da laboratorio

che, solo, conosce ancora desiderio e dolore, mentre è in fuga per la vita e la libertà. In

una dimensione distopica, che tanto distopica non è, il racconto, asciutto, sapientemente

modulato su canto e controcanto, ci introduce in un orizzonte affatto lontano, in cui alla

volontà di potenza si è sostituita l'intelligenza del confort e al flusso delle passioni la

distanza anche fisica tra esseri che, sempre di più, hanno contorni caratteristiche e

fattezze di inquietanti androidi.


 2° premio: racconto DIALOGO DI UNO SPIRITO DEL BOSCO E DI UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Nicola Sguera – Benevento;

Commento: dal confronto fra uno Spirito del Bosco e un’Intelligenza artificiale nasce una

meditazione originale sul destino dell’uomo, della tecnica e del vivente. La struttura

dialogica, che richiama le Operette morali, sostiene una interessante e ben condotta

riflessione filosofica. Assai convincente l’evoluzione di Nod-7, personaggio che acquista

progressivamente spessore e complessità nel corso di una narrazione colta e coerente.


 3° premio: racconto SPECCHI DIVERGENTI di Filomena Panebianco - Palo del Colle

(BA);

Commento: l’opera trasforma il confronto tra intelligenza artificiale e coscienza umana in

un intenso dialogo filosofico capace di interrogare il lettore senza offrire risposte

precostituite. La Voce artificiale e la Voce umana si confrontano con equilibrio, mettendo

continuamente in discussione le proprie certezze. Ne nasce un percorso di autentica

ricerca, che supera ogni visione semplicistica della tecnologia come salvezza o minaccia

proponendo invece una riflessione matura sul valore della libertà, dell'identità, della

responsabilità e del pensiero critico. Di particolare efficacia le immagini dedicate agli

artigiani dell'identità, metafora di grande forza evocativa che sintetizza il rischio di una

società sempre più guidata dagli algoritmi e sempre meno dalla consapevolezza personale.


La Giuria popolare ha premiato il racconto DIALOGO DI UNO SPIRITO DEL BOSCO E DI

UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Nicola Sguera – Benevento;

Commento: strutturalmente ispirato alle Operette Morali di G. Leopardi, il dialogo

filosofico tra lo Spirito del Bosco e l’I.A. guida delicatamente il lettore alla consapevolezza

dell’esistenza umana come fluida e transitoria appartenenza alla Natura, riconoscendovici come mutevole “parte del tutto”. All’accusa all’homo digitalis di aver sviluppato la conoscenza come esercizio di potere e non come strumento per armonizzarsi alla Terra, fa fronte il profondo, graduale, romantico percorso di ritorno “al respiro del mondo” della stessa “macchina – Intelligenza Artificiale”.


Le due Giurie hanno assegnato il premio speciale di poesia ‘Giuseppe Pittà’ alla poesia LA

FAME DEL TROPPO, SULL’ALTARE DEL NULLA di Michele Bruno – Altamura (Bari).

Commento: la poesia si articola come un incisivo atto di accusa ad un uomo perso nel

suo insaziabile desiderio di possesso, continuamente iperconnesso, prigioniero incosciente

nella “polvere dell’ego”. L’invito a liberarci “dalla fame del nulla, dalla sete del troppo” fa

da invocazione ad un atteso “risveglio dell’umano”. brani delle opere premiate sono stati

letti dall’attrice Barbara Petti.

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