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Bilancio regionale, Gravina (M5S): Il debito è tutto lì, intatto. Il centrodestra ha costruito consenso elettorale su promesse che non ha mantenuto

  • redazione informamolise
  • 25 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Consiglio regionale del Molise ha approvato il bilancio di previsione 2026 con i voti favorevoli della maggioranza di centrodestra. Il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina ha votato contro. Le ragioni del voto sono state illustrate in aula dallo stesso Gravina, che ha richiamato l'attenzione su una distinzione che ritiene decisiva e troppo spesso offuscata nel dibattito politico regionale.



«C'è una differenza sostanziale tra disavanzo e debito e confondere i due termini — o usarli indistintamente a seconda della convenienza — rischia di passare come una precisa una scelta politica utile per avallare una narrazione che, alla prova dei fatti, non regge. Il "decreto Molise", quello che avrebbe dovuto azzerare il debito della regione, non è mai arrivato. Quello che questa giunta presenta come risultato è altro: qualche contributo, qualche provvedimento nazionale, ma nulla che abbia inciso strutturalmente sulla montagna di debito che il Molise continua a portarsi dietro».


Sul “decreto Molise”, provvedimento che più di tutti ha alimentato quella narrazione, Gravina è stato preciso: «Lo spalmadebiti — accorgimento varato dal Governo Meloni per permettere di spalmare in dieci anni il disavanzo di amministrazione della Regione — arrivò sul finire della legislatura Toma, in pieno avvio di campagna elettorale. Fu il primo segnale con cui si cercò di accreditare l'idea che il centrodestra, forte della sua filiera istituzionale, stesse davvero lavorando per il Molise e che ben altro sarebbe arrivato. Il "decreto Molise" annunciato, promesso, ripetuto come una garanzia nei comizi e nelle dichiarazioni pubbliche, non è mai arrivato. Il debito della regione è rimasto lì, intatto. L'ASREM continua ad accumulare disavanzo, una soluzione strutturale non è ancora in vista e il decreto Balduzzi non è stato rivisto».


Il punto politico, per il consigliere M5S, è di credibilità e di responsabilità: «Tutti i parlamentari di centrodestra eletti in Molise hanno costruito il loro consenso elettorale su quello slogan. Sono stati loro, insieme a chi guida il centrodestra in regione, a prendere impegni precisi davanti ai molisani: il decreto Balduzzi sarebbe stato rivisto, il "decreto Molise" avrebbe azzerato il debito della regione. Sono stati loro a parlare ripetutamente di filiera istituzionale di centrodestra come garanzia di risultati concreti per il Molise. Oggi quella filiera ha fallito la prova dei fatti. Le responsabilità politiche vanno dette con chiarezza, senza continuare ad agitare narrazioni che i numeri smentiscono. E nel frattempo, al posto delle promesse, i molisani si sono ritrovati con le l’aumento delle addizionali regionali, scaricando sui cittadini il peso di una situazione finanziaria che un centrodestra già reduce da cinque anni di governo regionale non ha saputo né ereditare né affrontare con efficacia».


«Il voto contrario al bilancio di previsione è consequenziale a tutto questo — ha concluso Gravina —. Un centrodestra che non ha mantenuto le promesse fatte ai molisani, né a livello regionale né a livello nazionale, non può pretendere di essere giudicato credibile».

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