Turismo/Ialenti (Molise Domani): I territori che vorranno veramente fare “rigenerazione” dovranno creare prodotti “esperienziali” di qualità

Il turismo negli ultimi 5 anni si è trasformato (non evoluto, trasformato!) quanto non aveva fatto nei precedenti 15. Abbiamo assistito ad uno slittamento dei modelli di destination management attraverso operazioni di rafforzamento delle comunità locali, con nuovi investimenti, eventi, attrazioni e nuovi prodotti. L’offerta per il tempo libero si è modificata ed incrementata e molte destinazioni hanno capito che non possono semplicemente vendere nei mercati, devono saper creare oggi nuove esperienze.


I territori che vorranno veramente fare “rigenerazione” dovranno creare prodotti “esperienziali” di qualità, vendibili a livello nazionale ed internazionale (il solo mercato domestico è spesso insufficiente a sostenere l’economia di un territorio durante i 12 mesi), che veicolino e inducono conoscenze, emozioni, apprendimento combinando, in vario modo, esperienze estetiche, educative, di evasione, di intrattenimento.

Gli attori del processo diventano i cittadini e i turisti sono cittadini temporanei del luogo, come è stato messo in grande evidenza dai sindaci dei comuni che hanno aderito all’Ecomuseo del Matese.
La base culturale per un buon sistema di accoglienza è quella di attribuire al turista o al visitatore lo status di ospite gradito.
L’accoglienza è fatta quindi di aspetti materiali e immateriali: averne consapevolezza è il primo passo per attivare soluzioni e strategie di accoglienza efficaci. La buona accoglienza, infatti, non è solo una questione di procedure da imparare o normative da rispettare. D’altro canto un’accoglienza professionale ma asettica risulta fredda e impersonale e non contribuisce alla piena soddisfazione dell’ospite, che in genere considera la costruzione di conoscenze e relazioni un aspetto rilevante per il suo “trovarsi bene” in una struttura turistica.

La buona accoglienza si fonda sulla centralità della persona nella sua individualità, sul
riconoscimento e la soddisfazione di esigenze diverse e diversificate e sulla capacità di rendere l’ospite protagonista della propria vacanza. In altre parole non ci può essere accoglienza senza attenzione e relazione con il cliente. Nel caso degli ospiti con esigenze specifiche non serve un’accoglienza “speciale”, un trattamento particolare o un’assistenza costante, ma serve un’accoglienza di qualità, consapevole e attenta alle esigenze, capace di adattare e personalizzare l’offerta.


Fare spazi specifici tipo le spiagge abili non è una crescita del sistema ma una ghettizzazione delle persone, l’opposto di quanto previsto anche dalle Politiche Europee. Il turismo nella programmazione 2021/2027 è incluso nel pacchetto cultura e inclusione che significa
innescare un circolo virtuoso per cui un modello culturale inclusivo generi progetti di spazi e luoghi fruibili e accessibili a tutti, con o senza disabilità, i quali, a loro volta, facendo incontrare le persone e creando occasioni di conoscenza e scambio reciproco, favoriscano la crescita di una cultura sempre più inclusiva.


Sbandierare ai quattro venti iniziative che sono la più grande offesa culturale e morale per le persone che hanno qualsiasi forma di disagio è una grande offesa oltre che essere un grave errore istituzionale, sociale e di immagine. Bastava attenersi ai documenti in possesso della Regione Molise elaborati con i progetti InterculturalMolise e TourismforAll per evitare un autogoal di dimensioni stratosferiche.


Mario Ialenti
Coordinatore Molise Domani

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