Toma: “Il 1° maggio per ribadire con forza che il lavoro è dignità”

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Il presidente eletto, Donato Toma, parteciperà martedì 1° maggio, alle ore 11.00, presso il Palazzo del Governo di Campobasso, alla cerimonia per la consegna delle decorazioni della “Stella al Merito del Lavoro” e dei relativi brevetti. 

«Desidero rivolgere i miei più fervidi auguri – afferma Toma – ai signori Anna Dentizzi, Maria Luigia Di Bianco, Antonio Palazzo, Fernando Vendittelli, Franca Zarrelli,  insigniti per il 2018 della prestigiosa ed ambita onorificenza a seguito di particolari benemerenze acquisite nel corso dell’attività lavorativa».

«La Festa del lavoro del 1° maggio – prosegue il presidente – è una delle ricorrenze  più significative nell’ambito delle festività nazionali, perché direttamente collegata al dettato costituzionale dell’articolo 1, in forza del quale l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Un giorno in cui va ribadito con forza che il lavoro è dignità, libertà di espressione, mezzo per costruire se stessi e una società più libera e prospera. Da noi, purtroppo, la disoccupazione cresce a ritmo costante e tanti, soprattutto giovani, sono costretti ad emigrare altrove.  Solo qualche giorno fa, Eurostat ha diffuso dati devastanti per la nostra regione, dai quali risulta che nel 2017 il Molise ha avuto la parte di disoccupazione di lunga durata tra le più elevate (72,8%) e figura al nono posto della top ten su 275 regioni dell’Ue. Hanno fatto peggio di noi solo due territori d’oltremare francesi e sei regioni greche.  Cifre che non solo ci fanno riflettere, ma che ci obbligano ad intervenire con somma urgenza sul tessuto produttivo del territorio per far ripartire il sistema impresa da cui si può generare occupazione».

«Questa giornata – conclude Toma  – non può dunque risolversi unicamente in un mero evento celebrativo, ma deve essere soprattutto un monito severo per la classe dirigente molisana a trovare soluzioni che diano la libertà di sognare e scegliere il proprio futuro a chi è in cerca di occupazione  e restituiscano dignità a chi invece il lavoro l’ha perso, garantendo un reale e rapido reinserimento».

 

 

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