Regione/ Sub commissario e terremoto, le risposte di Toma

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Commissario ad acta per il Piano di rientro: la storia infinita. Quando è arrivato l’invito, da parte del presidente della Giunta regionale, a partecipare ad una conferenza stampa sul tema, è stato per noi spontaneo pensare alla positiva soluzione della vicenda; salvo apprendere all’arrivo che invece la nomina ancora non c’era stata e che Donato Toma aveva deciso di attuare la linea dura, vergando di suo pugno (o, meglio digitando sulla tastiera) una lunga nota di protesta, che riportiamo in uno spazio a parte. Il presidente in conferenza stampa ha assunto un tono deciso.

“Sollecito il Governo a nominarmi (o a nominare), commissario ad acta per il piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Molise, in nome del diritto alla salute dei molisani”.

Incalzato dai giornalisti, Toma ha manifestato la sua contrarietà per la mancata nomina, che ha già accumulato cento giorni di ritardo ed ha chiarito come non possa, pur nel suo ruolo istituzionale, interfacciarsi con il sub commissario di nomina ministeriale, non avendo titolo a proporre modifiche al suo lavoro, se non in una qualunque chiacchierata formale; sorge una sorta di conflitto, perché il sub commissario prende decisioni tecniche, che potrebbero scontrassi con gli indirizzi di programmazione politica che competono al commissario, che però al momento non esiste. I tecnici che “vanno a Roma al tavolo a fare i conti con la calcolatrice” non ammettono e non accettano interlocuzione. Non è il cane che si morde la coda, ma un incaglio burocratico-amministrativo che potrebbe avere conseguenze anche non lievi sulla sanità molisana.

Toma ha smentito le illazioni politiche su un suo presunto tentativo di rallentare la nomina, proprio perché si tratta della salute dei molisani “ed io sono stato chiamato a difendere la salute dei molisani, non a creare problemi o cercare polemiche”. ‘Tanto tuonò che piovve’: il presidente ha voluto allargare il raggio della discussione, passando alle polemiche sul post-terremoto.

“I ‘risicati’ due milioni di euro, tanto contestati sono solo un anticipo su una stima sommaria delle urgenze; abbiamo assicurazioni sul fatto che a breve arriverà l’ordinanza di Protezione civile per stabilire chi sarà a gestire le operazioni. Verrà fatta una stima dei danni per permettere l’accredito di ulteriori risorse; quando avremo tutta la situazione completa chiederemo la somma spettante. Il sistema è stato già attuato per il terremoto di Ischia; allora vi fu anticipo di cinque milioni di euro, poi arrivarono altri fondi fino alla somma finale di 32 milioni. Noi non ci sentiamo abbandonati- ha detto ancora Toma- ma siamo soddisfatti del rapporto franco instaurato con Governo e Protezione civile”.

Chiara la sua posizione in merito al presunto eccessivo allargamento della fascia geografica degli aventi diritto: “non è stata fatta e non sarà fatta alcuna perimetrazione;, ma la prossima ordinanza di Protezione civile prevederà che i danni dovranno essere indennizzati, senza limiti, a tutti i privati che dimostreranno il nesso di casualità tra danni subiti e terremoto”.

Ma chi stabilirà i criteri e quali saranno?

“Entreremo nel dettaglio quando l’ordinanza specificherà le modalità dei rilievi tecnici di valutazione del danno. Io sono in costante contatto con la Protezione civile nazionale in un clima cordiale e franco e tutto andrà bene; del resto finora non ho avuto richieste particolari, né lamentele”.

Infine una precisazione sulla situazione dello stabile dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

“Il Cardarelli è tenuto sotto controllo dall’Asrem; ha delle criticità, che non dipendono dalle scosse dell’ultimo terremoto, ma sono precedenti. Saranno fatti degli interventi, che erano già previsti”.

‘Tanto tuonò che piovve’: il tempo per ora è stabile, almeno a detta di Toma. Ma dalle nostre parti i temporali, si sa, arrivano all’improvviso.

Stefano Manocchio

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