Piano regionale integrato per la qualità dell’aria Molise : tema discusso in III Commissione consiliare

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Acquisto di macchinari idonei per effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria tenendo conto della cosiddetta “variabilità in verticale” (ossia dell’altezza dal suolo a cui vengono rilevati i dati); analisi delle particelle ultrafini (le pm 0.1); analisi a terra e in atmosfera nella piana di Venafro (con l’inserimento di uno studio epidemiologico) e tutela, attraverso un’approfondita analisi, di tutta la zona del Matese e degli altri consorzi industriali.
Questi e diversi altri argomenti sono stati trattati nella III Commissione consiliare diretta dal presidente Armandino D’Egidio e dal vice presidente Antonio Tedeschi.
Oggetto della riunione il Decreto legislativo n.155/2010 e ss.mm.ii. – Legge regionale n.16/2011-Piano regionale integrato per la qualità dell’aria Molise (P.R.I.A.Mo.).

Oltre al presidente D’Egidio e al relatore Tedeschi, inoltre, sono stati convocati in audizione il Commissario Straordinario dell’Arpa Molise, dott.ssa Antonella Lavalle, il Direttore del Secondo Dipartimento, Valorizzazione ambientale e risorse naturali, ing. Massimo Pillarella e il Direttore del Servizio Tutela Ambientale, ing. Luigi Vecere; il dott. Bernardino Principi, direttore tecnico Arpa e ingegnere Luigi Pierno e il dott. Giuseppe Geremia.

«Abbiamo sollecitato e ottenuto questa audizione – ha detto il relatore Antonio Tedeschi – per chiedere sia all’Arpa che alla struttura regionale di trovare fondi per l’acquisto attrezzature e macchinari per effettuare monitoraggi sia a terra che in atmosfera.
Il direttore Pillarella ci ha rassicurato garantendo che attraverso il “Patto per il Sud” sarà stanziata una somma ad hoc per l’acquisto di tali macchinari.

Inoltre – continua il relatore Tedeschi – ho chiesto personalmente che venga svolta un’analisi della pm 0.1, le cosiddette nano particelle che provocano gravi danni alla salute. Per fare ciò c’è bisogno di macchinari specifici attualmente in dotazione alle regioni veneto e Lombardia. Sarà adesso l’Arpa ad informarsi sulla eventuale possibilità di poter utilizzare in Molise i macchinari in dotazione alle due regioni. Quello della qualità dell’aria è un tema particolarmente sentito nella piana di Venafro e per questo ho chiesto al capo dipartimento un’analisi dettagliata in quella zona; per la piana di Venafro – ha concluso Tedeschi – sempre attraverso il Patto per il Sud, ho chiesto anche uno studio epidemiologico, sollecitato più volte anche nel recente passato, dai cittadini della zona».

Oltre al relatore Tedeschi anche il consigliere Armandino D’Egidio ha chiesto che vengano effettuati controlli accurati nell’area del Matese.
«Si tratta – ha detto il presidente della terza commissione – di un’area di rilevante interesse naturalistico. Anche in considerazione della futura nascita del parco del Matese ci piacerebbe avere un’analisi approfondita per conoscere lo stato di salute di uno dei polmoni verdi più grandi dell’appennino.

Più in generale – ha detto ancora D’Egidio – nell’ambito di un percorso comunitario teso a garantire condizioni sempre migliori per la salute dei cittadini, riteniamo che il Piano regionale “Priamo” rivesta un interesse fondamentale. Sarà dunque importante mettere in campo azioni integrate e coordinate per promuovere buone prassi ambientali sul nostro territorio. L’educazione ambientale è, a mio modesto avviso, uno dei punti focali sui quali si dovrà puntare.
Il piano rappresenta per noi uno strumento fondamentale, la cui attuazione garantirà, nei prossimi anni, il miglioramento della qualità dell’aria su tutto il territorio regionale. Ma non solo, perché le diverse azioni da mettere in campo ci permetteranno anche di rilanciare l’economia locale.
Una regione, il Molise, che anche di recente ha dimostrato di voler puntare, e molto, per i prossimi anni, sul turismo e dunque dovrà offrire, non solo ai suoi abitanti, ma anche ai visitatori, condizioni eccellenti: e tra queste non potrà mancare quella relativa alla salubrità dell’aria.
Il cambiamento che occorre mettere in atto non è solo una questione normativa o amministrativa, ma è una vera e propria impostazione culturale; e come Regione – ha concluso D’Egidio – abbiamo l’obbligo di agire in questa direzione per tutelare il nostro futuro».

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