L’ Associazione Padre Giuseppe Tedeshi aderisce alla manifestazione “Riace Non si Arresta”

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Riace, comune calabrese che dal 1998 ha fatto dell’accoglienza un vero esempio di integrazione tra popolazione locale e uomini, donne e bambini che, scappando da guerre, violenze e persecuzioni, raggiungevano le coste della Calabria su barconi o imbarcazioni di fortuna. Dei 1700 cittadini che vivono in questo comune, oltre 600 sono persone accolte di diverse nazionalità, razze, culture e religioni.
Il progetto di accoglienza umanitaria è diventato nel corso degli anni un esempio pilota a livello nazionale ed internazionale.
Oggi, come si legge dai principali giornali nazionali, il Sindaco di Riace è stato arrestato per aver avviato un sistema di accoglienza che ha fatto sì che un paese del Sud d’Italia non morisse come succede quotidianamente a tanti paesi che vedono giovani e interi nuclei familiari emigrare verso altre nazioni.
«È vero che appartengo alla classe degli ultimi, praticamente zero. In tutti questi anni abbiamo unito le nostre debolezze con tanti altri disperati di ogni parte del mondo. Abbiamo condiviso un sogno di una nuova umanità libera dalle mafie, dal razzismo, dal fascismo e da tutte le ingiustizie», queste le parole di Lucano pronunciate a giugno 2018 e su queste affermazioni, l’Associazione Padre Giuseppe Tedeshi aderisce alla manifestazione “Riace Non si Arresta” in programma sabato 6 ottobre a Riace per esprimere solidarietà e vicinanza al Sindaco Mimmo Lucano, arrestato per “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”, e promossa da una Rete di Associazioni che ogni giorno provano a spezzare questa deriva di pregiudizi e discriminazioni nei confronti di uomini, donne e bambini costretti a scappare dalla propria terra d’origine per costruire un futuro migliore.

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