Covid, ecco cosa fare:Iorio scrive a Donato Toma

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Mi trovo costretto a parlarti pubblicamente dal momento che i suggerimenti dati in privato a marzo scorso per la gestione dell’emergenza Covid, da medico prima che da politico, non sono stati mai attuati nonostante la tua apparente condivisione. Oggi il Molise sta iniziando a vivere la sua più grave situazione sanitaria che non solo vede difficoltà nelle cure delle patologie ordinarie e tempo dipendenti, ma si ritrova anche con le difficoltà di ricovero in malattie infettive per i pazienti Covid. Il tutto a distanza di un mese dall’inizio della seconda ondata della pandemia.

Credo che sia arrivato il momento, vista la carica che ricopri, di occuparsi dei molisani e prendere iniziative che tutelino la salute dei cittadini. Perché chi governa deve avere la totale consapevolezza del proprio ruolo e assumersi le relative responsabilità, non rifugiarsi dietro silenzi omertosi, pareri tecnici totalmente confutabili, o bugie dalle gambe corte. I cittadini non si rassicurano con le menzogne perché se si chiedono loro sacrifici, hanno il diritto di sapere la verità.

Capisco il tuo rifiuto di accettare il mio suggerimento di Larino Centro Covid, ma tutto potevi fare, tranne quello che stai facendo: Il Covid al Cardarelli, la carenza di posti letto per le malattie infettive, la terapia intensiva satura e la sanità molisana fuori controllo. Vista anche la lungaggine dei tempi di realizzazione per la torre Covid da te tanto desiderata, non si può chiedere ai molisani di aspettare la primavera 2021 per potersi curare, anche perché si prevedono tempi più lunghi.

Le soluzioni vanno prese immediatamente e, a mio modesto avviso, dovresti fare di tutto per:
 creare una task force per l’affidamento diretto ad una società specializzata per la fornitura delle attrezzature tecnologiche e le modeste ristrutturazioni ambientali al Vietri di Larino per aprire il centro Covid (si impiegherebbero al massimo 60 giorni) con terapia intensiva, sub intensiva;
 spostando da subito la RSA dal Vietri al vecchio ospedale di Larino si potrebbe
immediatamente utilizzare quello spazio per pazienti Covid meno gravi o in via di
guarigione;
 acquistare, o prendere in comodato d’uso gratuito, le attrezzature necessarie a processare i tamponi anche a Termoli e Isernia triplicando, in questo modo, il numero dei tamponi eseguibili in Molise;
 aprire centri vaccinali antinfluenzali che potranno servire anche per l’auspicabile vaccino anti Covid. Ovviamente è necessario fare di tutto per avere un numero di vaccini contro l’influenza tale da soddisfare le richieste della popolazione molisana dal momento che, non avendo partecipato al primo bando di gara, ora il Molise è costretto ad elemosinare i vaccini alle altre regioni;
 attivare le procedure d’urgenza per attuare il bando di concorso per infermieri, già
pubblicato, prevedendo lo scorrimento della graduatoria fino ad un numero sufficiente per
coprire le esigenze sia degli ospedali ordinari che di quelli destinati al Covid;
 chiedere anestesisti all’esercito, alla Protezione civile, procedere a convenzioni con
cooperative di medici mettendo in campo forze economiche necessarie anche per
implementare la retribuzione straordinaria onde evitare che si chieda ad un medico di
lavorare per 12 euro all’ora;
 sono bloccati svariati milioni di euro per la realizzazione di progetti speciali di ricerca che potrebbero essere riorientati con rapidità per implementare l’attività di prevenzione e
assistenza straordinaria Covid (a partire dal centralino fino a tutta l’organizzazione
amministrativa);
 prevedere un protocollo per pazienti non autosufficienti, quali i malati di Alzheimer.
Molte di queste soluzioni te le ho proposte anche in Consiglio regionale che è il luogo deputato alla ricerca di soluzioni per un’emergenza così difficile. Ma non sono stato ascoltato neppure in quelle occasioni.

Per il bene dei molisani ti chiedo oggi di aprirti al dialogo dal momento che le mie proposte non hanno alcun interesse personale ma sono dettate solo dal desiderio di non correre il rischio di vedere nella mia regione le scene di Bergamo.

Michele Iorio

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