Commissari alla sanità: ora lasciamoli lavorare!

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La lunga diatriba ora dovrebbe essere terminata: il Governo, su indicazione del ministro Giulia Grillo, ha provveduto a nominare commissario e sub commissario per il Piano di rientro dal debito sanitario della Regione Molise. Non è questione di lana caprina, ma un atto rilevante che incide pesantemente sulla gestione del bilancio regionale, coperto per più dell’80 per cento proprio dalla sanità e naturalmente sulla gestione di servizi essenziali per la salute dei cittadini Il commissario è Angelo Giustini , generale della Guardia di Finanza ora in congedo, medico cardiologo,originario di Pereto in provincia dell’Aquila, mentre il subcommissario, Ida Grossi di Casale Monferrato, è stata direttore generale dell’Asl di Asti fino a giugno scorso; il primo sarebbe stato segnalato dalla Lega, ilsub commissario dal Movimento 5 Stelle.

La nomina arriva dopo otto mesi di trattative, ma ancor più di polemiche, tra Governo e Regione Molise, con il presidente Toma impegnato a reclamare l’incarico, in nome di un controllo e di una conoscenza del territorio che commissari calati dall’alto non possono avere; dall’altra parte i parlamentari molisani filogovernativi e anche il ministro Grillo hanno più volte precisato la necessità di nomina di commissari esterni scelti tra persone di nota professionalità ed esperienza nella Pubblica amministrazione.

L’impressione è che il problema si sia caratterizzato più per le sue annotazioni politiche che sulle problematiche sanitarie in senso stretto; il tentativo di Donato Toma di gestire il doppio incarico di presidente della Regione Molise e commissario alla sanità si è concretizzato in una lunga serie di note pubbliche ed è stato reiterato in tutti i livelli istituzionali. E’ vero che finora è stato sempre così, ma i tempi cambiano e con essi anche i partiti al Governo e di conseguenza, gli indirizzi ed i comportamenti politici. Dico subito che il ‘tormentone’ sulla necessità di una guida molisana alla Sanità non ha radici razionali, visto che commissario e subcommisario in ogni caso saranno costretti a confrontarsi ripetutamente con le strutture istituzionali locali; a questo punto la presenza di un esterno diventa non solo auspicabile ma, secondo me, necessaria. Le gestione di un comparto delicato come quello della sanità richiede scelte tecniche e a volte drastiche, anche se è politica; ma si tratta di operare su tutto il territorio ed in maniera completamente scevra da campanilismi. E’indubbio che la politica molisana risenta della ‘territorialità’ de isingoli consiglieri di maggioranza e degli assessori,che sono poi quelli che decidono con la guida del presidente della Giunta. Il fatto che l’usanza sia stata sempre quella del doppio incarico non vuol dire che questa sia la cosa giusta; inoltre se il Molise si trova nella situazione difficile del Piano di rientro è proprio perché la politica non ha operato le scelte giuste, indebitando il comparto e la Regione Molise e determinando anche una forma di tassazione, attraverso i ticket sanitari, adesso insostenibile.

Togliere il controllo diretto della politica dalla sanità è a questo punto necessario. Il bilancio ed i giudizi, quelli veri, scaturiranno dall’analisi del lavoro che Angelo Giustini e Ida Grossi svolgeranno nel loro nuovo delicato ruolo; se faranno bene troveranno anche il gradimento della collettività,altrimenti saranno criticati da tutti. Tutto va bene fuorché la polemica preventiva che va a danno soprattutto del Molise.

Stefano Manocchio

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