Il Comitato precari post sisma e Protezione civile risponde all’assessore Veneziale

Riceviamo e pubblichiamo

Nella trasmissione Moby Dick di Telemolise andata in onda il 19 gennaio u.s. abbiamo assistito, stavolta da parte dell’Assessore Veneziale, all’ennesimo maldestro tentativo di screditare centinaia di onesti professionisti, che nel corso di 15 lunghi anni hanno prestato la loro preziosa opera professionale nel processo di ricostruzione post-sisma della nostra Regione e poi improvvisamente, come carta straccia, sono stati buttati fuori e lasciati, insieme alle loro famiglie, senza una fonte di reddito. Tutto ciò, probabilmente, con l’intento di “far passare” il concetto nell’opinione pubblica che tali lavoratori non hanno nulla da pretendere perché hanno svolto l’ormai ben noto “concorsone”, oggetto di inchiesta. Ma, caro assessore, ci permettiamo di evidenziare che quello che questa giunta regionale e la precedente NON hanno voluto fare è stato invece fatto dal Governo nazionale attualmente in carica, con il famoso Decreto Madia, che prevede la stabilizzazione per tutti coloro che, come noi, vantano anni di precariato nella pubblica amministrazione, proprio nell’intento di risolvere il problema del precariato nelle P.A. e NON crearne di nuovo, come ahinoi, questa amministrazione sta continuando a fare.

Ci permettiamo di ricordarle, caro assessore, quelle che sono le competenze dell’Agenzia regionale di Protezione civile, di cui noi abbiamo fatto parte: la legge regionale n. 12/2012 (che supponiamo lei conosca bene avendola votata) all’art. 4 cosi recita “l’attività dell’Agenzia comprende l’espletamento di tutti i compiti di protezione civile all’uopo individuati nella legge regionale 17 febbraio 2000, n. 10, fatte salve le funzioni che la legge attribuisce agli organi regionali, nonché, in via transitoria, il completamento degli interventi di riparazione o ricostruzione degli edifici, privati e pubblici, colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002….”.

Alla luce di quanto sopra, appare quanto meno grottesco cò’ che lei afferma in merito alla necessità di nominare per lo svolgimento delle attività ordinarie di Protezione Civile proprio le 14 persone individuate dalla delibera 452/2017 con nome e cognome, e ignorarne molte altre che, oltre ad avere il medesimo inquadramento e capacità professionale, hanno anche superato un regolare, fino a prova contraria, concorso pubblico.

Proprio a tal proposito (del famoso concorsone) non ci aspettavamo una caduta di stile di tale portata da parte sua: lei sa bene, come si apprende dagli organi di stampa, che le persone vincitrici del concorso da lei citato e rinviate a giudizio a vario titolo sono 3 su 218, per cui ci sono 215 persone completamente estranee al procedimento; inoltre essendo avvocato sa bene che al momento tale processo è appena alle battute iniziali e che sino al terzo grado di giudizio o ad una condanna definitiva esiste una presunzione di innocenza, sia per le tre persone coinvolte che per i fatti contestati. Se bastasse un’indagine d’altro canto, e le cronache degli organi di informazione locale ne riportano di nuove quasi quotidianamente, stessa sorte dovrebbero subire tutti gli atti che produce la stessa giunta regionale, di cui lei fa parte, con il risultato che l’attività amministrativa ne risulterebbe paralizzata. Ma evidentemente noi non la pensiamo così. Infine, egregio Assessore, ci preme ricordarle, come lei sicuramente saprà, che il decreto legislativo n. 75/2017 “c.d legge Madia”, alla luce anche della circolare esplicativa, agli articoli 5, 6 e 20 revisiona e disciplina le tipologie di incarichi di collaborazione, la modalità di reclutamento dei professionisti e il superamento della problematica del precariato, e in tal senso non lascia spazio ad interpretazioni e/o personalizzazioni; per cui quello che come Comitato chiediamo a questa Giunta e a quella che verrà, di qualsiasi colore politico essa sia, è di rispettare ed applicare una legge dello Stato, come d’altronde, molte Regioni stanno già facendo e non far si che il Molise resti, ancora una volta, indietro.

Comitato precari sisma Molise

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